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La matta sul tetto che scotta

 

Che bella iniziativa, che coraggio, che sprezzo del pericolo e delle intemperie. I grilletti sul tetto di Montecitorio sono una lezione al paese, un esempio di coerenza e impegno. Mica come quegli sfaccendati che digiunano per la Pace (scusate se mi è scappata la maiuscola) i deputati 5 stelle hanno passato una notte terribile all’addiaccio, nella notte calda e dopo un giorno soleggiato in quel di Roma all’alba, riferisco cronache coraggiose, e’ arrivata anche una puntina di freddo e qualcuno si è, sprezzante del comico, avvolto in una bandiera del movimento che sta tenendo tutti col fiato sospeso. E si’, perché a chi li vede come possibile stampella di una maggioranza col timer loro rispondono, o meglio “lui” Grillo risponde, “mai” e gela ogni entusiasmo. Ma fra tutti lei, sola, come Toti e la sua storica stampella, si staglia contro il cielo sereno di questo prolungato agosto capitolino. Lei, Laura Castelli, pasionaria e appassionata, chissà se nel freddo della notte avrà cercato conforto, calore umano. Lei dice e ribadisce “mai giù dal tetto” , mai con… insomma “mai”, come diceva Totò “a prescindere”. Brava e bella di una bellezza sfuggente, ma solida, ferma, anzi immobile. Lei è quella, per chi non ricordasse tutto, che voleva curare i giornalisti con l’olio di ricino, quella che ce l’ha con la Presidente della Camera Laura Boldrini, quella che fresca d’arruolamento tra i duri del movimento vuole cambiare tutto senza scendere dal tetto, anzi tutto forse cambierà se ci resteranno. È qui che la nostra purgatrice ha ragione. Se restano sul tetto per un tempo simbolicamente sufficiente, diciamo tre, quattro anni, forse qualcosa riusciamo a veder cambiare davvero. Ma attenzione cara e simpatica “matta sul tetto che scotta” la tua voglia di ricino denuncia qualcos’altro che meriterebbe un po’ di informazione in più. A inventarsi l’olio di ricino come trattamento per gli antifascisti, e mi candido a riceverne una dose (magari fa anche bene) fu Italo Balbo, ras di Ferrara e ala dura dei fasci combattenti. Mussolini non non ne poteva più di morti ammazzati a bastonate, ormai il partito fascista era al potere e una forza di governo mica poteva continuare a prendere a mazzate gli oppositori… Dalle legnate si passò dunque al ricino e alle bastonature simboliche con lunghi e duri salami. Insomma l’avevano buttata a ridere e soprattutto a irridere. Poi Balbo diventò il trasvolatore dei raid tra Italia e Americhe, gli fu intitolata una avenue a New York e si ritrovo’ a essere più famoso e apprezzato di Mussolini stesso in tutto il mondo anglosassone. Durante la seconda guerra mondiale, a Tobruk, il suo aereo, di rientro da una missione, fu abbattuto per sbaglio dalla nostra contraerea. Qualcuno ci vide la mano del destino altri maneggi diversi ma sta di fatto che Balbo, l’inventore delle purghe fasciste all’olio di ricino, finì in quel modo. Mediti signorina, pardon Onorevole. Quanto al governo non si dia pena, vedrà, al solito tutto troverà una sua quadra mentre voi sul tetto potrete scaldarvi l’un l’altro nelle terribili notti di questo afoso settembre.

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