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“Senza soldi” – di Walter Passerini e Mario Vavassori

 

SENZA SOLDI sembra l’unica certezza di un futuro sempre più indefinibile. Questo libro, grazie alla più completa banca dati sulle retribuzioni in Italia, racconta le vicissitudini di operai, impiegati, quadri e dirigenti, puntando l’attenzione sull’erosione del valore delle paghe e del lavoro, nella generale indifferenza. La svalutazione degli stipendi aumenta insieme alla distanza tra chi guadagna molto e chi non ce la fa più ad arrivare alla fine del mese. Che fare? Bisogna rilanciare una vera questione salariale. Solo così possiamo salvarci. Questo libro finalmente spiega come. Intanto la politica perde tempo, troppo impegnata a difendere i propri privilegi.

Walter Passerini, giornalista specializzato in economia, ha ideato e diretto “Corriere Lavoro”, settimanale del “Corriere della Sera”. Attualmente è editorialista de “La Stampa” e cura le pagine dedicate al lavoro. È autore di SENZA PENSIONI (con Ignazio Marino, Chiarelettere 2011).

Mario Vavassori è stato fondatore e amministratore delegato di Od&M e si è sempre occupato di risorse umane e retribuzioni.

Chiarelettere, Collana Reverse, pp. 272, euro 13,90

Siamo tornati al 1977.
Gli ultimi dati Istat sulla disoccupazione (usciti ieri 1 luglio) in Italia ci dicono che i senza lavoro sono a quota 3 milioni 140mila, il 12,2%, una cifra che non si ripeteva da 36 anni a questa parte.

Ridurre i posti di lavoro significa ridurre la massa salariale, con effetti nefasti sui consumi e sul tenore di vita delle famiglie.
Oggi salari e stipendi sono in perdita rispetto all’inflazione e questo si ripete da almeno vent’anni.
Stiamo scoprendo che si può essere poveri anche avendo un lavoro, perché sottopagati e precari non vengono pagati il giusto.
Oltre ai “working poors” (poveri pur avendo un lavoro), vi sono i “neo-umiliati”, vale a dire coloro che hanno una laurea e anche un master, che svolgono lavori di tipo tecnico e intellettuale (professionisti, giornalisti, consulenti), ma che sono pagati meno di uno sguattero.

Che fare? Come uscire da questa situazione?
Come spiegano gli autori del libro “Senza Soldi”, Walter Passerini e Mario Vavassori, bisogna intervenire e subito in sette direzioni:

– Frenare l’emorragia di licenziamenti, sviluppando i contratti di solidarietà,
– Intervenire sui redditi più bassi per dare un po’ di ossigeno alle famiglie più povere,
– Abbassare le aliquote del 23% e del 27%, rispettivamente applicate ai redditi fino a 15mila euro e da 15mila a 28mila euro
– Avviare il processo di riduzione del cuneo fiscale, dando ossigeno anche alle piccole e medie imprese,
– Abbassare i differenziali retributivi tra uomini e donne e tra top manager e dipendenti
– Introdurre un contributo di solidarietà per redditi al di sopra dei 250mila euro.
– Avviare una discussione pubblica sulla possibilità di inserimento in Italia del reddito minimo garantito.

Intervenire subito significa alleviare la situazione di povertà imminente, che colpisce i senza lavoro ma anche chi ha un’occupazione, che si rifletterà non solo sulle famiglie, ma inciderà negativamente sulle prossime pensioni, condannando generazioni di giovani e meno giovani a un futuro da fame.

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