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L’ (ormai) irreversibile leggerezza dell’essere

 

“…Una guardia giurata ha ucciso con un colpo di pistola alla testa un uomo sceso di corsa dalla sua abitazione per prendere le difese del padre che poco prima litigava proprio con il vigilante e suo figlio diciottenne. Dai primi accertamenti delle forze dell’ordine sembrerebbe una lite per viabilità…” E’ pressappoco questo il contenuto di tutti i giornali per descrivere il romano fatto di (nerissima) cronaca.  Letto così appare il tragico epilogo da incidente stradale (all’origine con danni a cose, manco a persone!) capitato a incivili persone che invece di compilare il civile banalissimo CID preferiscono proseguire ad appartenere a quella specie (purtroppo non ancora in via d’estinzione) che un tempo tirava fuori il minaccioso crick pronto a scagliarlo contro l’avversario del (loro personalissimo) codice della strada e che oggi (dato il progresso…) estrae la pistola dalla fondina incurante che quella uccide al primo colpo, specie se si mira alla testa…

Poi (ed è qui il punto focale: a fronte della già inverosimile umana tragedia com’è possibile che possa starci anche un “poi”?!) sono stati assaliti i soccorritori del 118: la violenza è stata tale che uno di questi ha una spalla fratturata.  A questo punto è ovvia la difficoltà dei cronisti nel fornirci la dinamica dei fatti perché l’inanellamento di quelli è stato talmente brutale e veloce che qualsiasi umano essere, prima di farsene una “ragione”, annichilisce…

E’ giunto evidentemente il tempo in cui non possiamo più permetterci manco la sospensione momentanea da annichilimento perché è proprio in quella che migliaia d’umani (?!) colgono l’attimo per compiere stragi…

 

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