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Articolo21, costituito anche a Trapani, il 2 giugno il circolo territoriale; coordinatore Rino Giacalone

 

Dopo Nairobi, Firenze, Ferrara, Campello sul Clitunno, San Floro anche a Trapani si è formato un circolo di “Articolo21”. “Per costituirlo, e non a caso, abbiamo scelto il 2 giugno – afferma il giornalista Rino Giacalone nominato coordinatore – Festa della Repubblica, il giorno che sancì nel 1946 l’individuazione di un nuovo percorso democratico per il nostro Paese, percorso che oggi è messo in pericolo dalle minacce che giungono a valori importanti come sono per esempio quelli dell’uguaglianza dinanzi alla legge, o ancora a quello sancito dall’articolo 21 della nostra Costituzione, la Libertà di pensiero”. Il circolo trapanese si chiamerà “2 Giugno”, per rinsaldare un patto tra la cittadinanza trapanese e la Repubblica, ridare rilevanza a storia, cultura, valori che hanno fatto grande il nostro Paese, per omaggiare le vittime di ieri e dei nostri tempi che hanno sacrificato la loro vita per non tradire mai il giuramento di fedeltà alle Istituzioni, dinanzi all’assalto che soprattutto in questa terra trapanese è stato registrato da parte delle mafie. “Qui la mafia è tornata alle sue origini – annota il giornalista Rino Giacalone – riprendendo la caratteristica della sommersione, qui la mafia ha avuto sempre una connotazione borghese che oggi le è ancora più propria, non ci sono più mafiosi con le coppole e le lupare, ma i nuovi mafiosi vestono la grisaglia e fanno i manager. La mafia qui ha preso le armi quando ha avuto necessità di risolvere contrasti interni e colpire i suoi nemici, magistrati, giudici, investigatori, giornalisti, politici, guerre che l’hanno aiutata a infiltrarsi nei settori sociali più diversi e consolidare quel silenzio che regna oggi attorno a se che serve a far dire, ad alcuni con molta ipocrisia, che la mafia non è esistita o se è esistita adesso è sconfitta. Tanti credono a simili affermazioni, nel mentre il lavoro di ogni giorno di magistrati e investigatori, o ancora quello di altri, donne e uomini della società civile, ci dimostra che la mafia è più potente perché è addirittura in grado di muoversi alla luce del sole e paradossalmente la si definisce sommersa sol perché non sparge più sangue per le strade, ma la mafia e i mafiosi ci sono e non perdono mai occasione per mandare i loro messaggi, direttamente o indirettamente”.
Diverse sono le adesioni giunte dal mondo delle professioni, del giornalismo, dell’impegno sociale, dalla società civile. A giorni si procederà con la convocazione di una riunione aperta anche a coloro i quali non hanno ancora formalizzato l’adesione o comunque a tutti coloro i quali possono ritenersi interessati alla creazione di quello che dovrà essere uno spazio “di esperienza reale”, di ricerca, approfondimento, di “partecipazione”, utilizzando affianco ai moderni sistemi di comunicazione e interazione anche i momenti di incontro diretto.

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