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L’ennesimo connubio all’italiana?

 

Per cercare di spiegare quanto avviene in Italia in queste ore, può essere utile servirsi di Wikipedia. Dice infatti l’enciclopedia on line che “nella politica moderna il termine trasformismo viene applicato ad azioni chiaramente dettate dal solo scopo di mantenere il potere”. Una di queste azioni, secondo Wikipedia, fu il cosiddetto “connubio”, ovvero l’alleanza, realizzata nel 1852, tra Cavour e la componente più moderata della sinistra. Ma il “connubio” non portò, come speravano alcuni, a riforme sostanziali dello Stato e dell’economia bensì a concessioni tattiche e di facciata che, ad esempio, non intaccarono I rapporti di potere nel Mezzogiorno, la parte del paese che pagò più caramente l’unità d’Italia imposta dai Savoia. Ebbene: un governo PD-PDL-Monti, come quello che si cerca di fare in questi giorni, ha tutte le caratteristiche di un ennesimo “connubio” all’italiana. Che certo non è il compromesso storico perseguito a suo tempo da Berlinguer, ora evocato da qualcuno per nobilitare l’accordo tra Berlusconi e PD
La triste verità è che si sta operando un mutamento di facciata che certo non piacerà ai milioni di italiani che chiedono un cambiamento radicale della politica e dell’economia. E che molto probabilmente porterà non il PDL, bensì il PD, a un’ulteriore caduta verticale di consensi e a laceranti rotture. Proprio nel momento in cui si sente l’importanza di una sinistra capace di comunicare con la gente, specie i giovani, e di offrire proposte credibili e concrete ai problemi del lavoro, del rinnovamento dello Stato e della trasparenza politica.
Che fare dunque? La risposta è una sola: lavorare per costruire una moderna sinistra, NON populista ma SI di opposizione credibile al sistema di potere italiano, tuttora basato su clan oligarchici e su una cultura politica che resta dominata dal “familismo amorale”. NON con l’attuale PD – una struttura inquinata da gruppi di potere interni interessati alla propria autoconservazione – ma SI con i militanti che avvertono questa esigenza e che sono profondamente delusi dal partito. Sapendo che in ogni caso occorre confrontarsi, in modo convinto e non strumentale, con i tanti, tantissimi cittadini che non credono più negli attuali partiti. Cominciando da quelli che si sono espressi attraverso il movimento di Grillo.
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