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Le idee prima della politica

 

L’exploit cinquestellato delle ultime elezioni politiche par abbia svuotato quasi del tutto i concetti di “sinistra” e “destra”, anche perché sancito principalmente da quelle che sono state definite le generazioni post-ideologiche i cui appartenenti, spesso, inorridiscono alla stessa maniera sia di fronte ad una “svastica” che alla “falce e martello”.

Eppure, oltre il soddisfacimento di particolari interessi, il perseguimento di determinati obiettivi all’interno di una comunità rimane definito da un sistema di valori che presuppone ed alimenta una visione, una concezione d’insieme della società coerente in tutte le sue parti e, il più possibile, nelle azioni che ne derivano. Non si può, quindi, scavalcare l’eredità secolare dei pensatoi politici che si sono succeduti da Omero in poi e che hanno analizzato il “potere” e le forme in cui esso si manifesta nella società, nell’economia e nello stato.

Specialmente per chi non si è ancora avvicinato alla scienza politica, allora, potrebbe risultare un’esperienza estremamente affascinante, seppur faticosa almeno all’inizio, prendere in mano manuali e compendi di storia e filosofia delle dottrine politiche che offrono spunti teorici, su cui riflettere, ancora validi per costruire il mondo del domani.

Ne vogliamo segnalare alcuni che, seppur destinati, in prima istanza, al circuito universitario e incentrati sul pensiero occidentale, sono accessibili anche a non studenti universitari per sinteticità e scorrevolezza linguistica-argomentativa.

Disponibile anche in versione ebook è quello di Simone (www.simone.it), “Compendio di storia delle dottrine politiche. Dalla polis greca alla globalizzazione” che in 288 pagine s’incarica di esaminare anche tutti i tipi di istituzioni pubbliche che hanno caratterizzato, sino ad oggi, il mondo occidentale. Ancora più recente è il “Compendio di scienza politica” curato da Federico Del Giudice (uno dei principali autori di Simone) che si avvale di opportuni box di approfondimento e ricorre costantemente al neretto, al corsivo e a differenti corpi di stampa per graduare l’importanza degli argomenti (con, al fondo, un breve dizionario contenente una serie di parole chiave).

Anche uno storico competitor di Simone, la torinese Giappichelli (www.giappichelli), propone l’ottimo “Da Platone a Rawls” curato dai tre professori Luigi Bassani, Stefano Galli e Franco Livorsi, seppur ad un prezzo di copertina più ostico (€ 35). Giustificato, tuttavia, dalla completezza dell’opera dato che, in oltre 400 pagine, si rilegge e si analizza l’intero sviluppo storico della riflessione sulla politica, dalla polis greca all’età contemporanea. Si parte, quindi, dal “pensiero antico”, dalle origini della riflessione politica occidentale e cioè dal lascito di maestri come Platone e Aristotele per addentrarsi, poi, nella Roma antica e nel pensiero influenzato dall’avvento del cristianesimo. Tappa successiva è il Medio Evo in cui ci si sofferma principalmente sulle figure e le idee di Tommaso D’Aquino, Dante Alighieri e Marsilio da Padova.

Il pensiero politico moderno è inaugurato dall’opera machiavelliana – da cui la maggior parte dei testi accademici di storia delle dottrine politiche normalmente parte -, per poi spingersi negli avvenimenti della Riforma e della Controriforma. Tappa fondamentale è il “giusnaturalismo”, il terreno su cui si formano le dottrine di Hobbes e Locke, imprescindibili ancora oggi nello studio della scienza politica. Passando ovviamente per l’Illuminismo, lo “spirito delle leggi” di Montesquieu, il pedagogismo di Rousseau, la Rivoluzione francese e quella industriale, si approda all’ultimo capitolo, dedicato ai tempi e agli eventi, ai personaggi storici che ci sono più vicini: i viaggi e gli studi di Tocqueville, l’opera hegeliana, l’anticapitalismo marxiano, il Risorgimento italiano con l’esaltazione delle figure di Cattaneo e Cavour. E subito dopo, il romanticismo e nazionalismo da Fiche a Renan, l’etica weberiana, il periodo buoi dei fascismi europici e la rinascita del liberalismo. Sino ad arrivare alla stretta attualità, innanzitutto ai problemi posti dall’ecologismo e dalle nuove esigenze di sostenibilità, sia ambientale che sociale.

Molti dei pensatori contemporanei considerati in questi testi, sono presi a riferimento anche nel “fresco” “Verità e Politica” di Carocci (www.carocci.it), in cui Antonella Besussi, sullo sfondo dell’eredità intellettuale dei vari weber, Strauss, Arendt, Habermas, Rorty, Foucalt o Lewis,  raccoglie numerosi contributi diretti ad analizzare la relazione tra verità e politica e cosa spiega che la si consideri irrilevante o irrinunciabile. Facendo dialogare in 255 pagine queste diverse prospettive, la raccolta cerca di chiarire se e perché quello tra verità e politica è un cattivo rapporto e se e perché dovrebbe o non dovrebbe esserlo.

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