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“Il velo squarciato. Intimidazioni e violenze contro le giornaliste”. Il 27 novembre convegno a Montecitorio

 

Quattro giornaliste italiane che hanno subito gravi minacce e intimidazioni a causa del loro lavoro porteranno la loro testimonianza martedì 27 novembre, alle 11, a Montecitorio, presso la Sala Aldo Moro alla “Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne” che sarà celebrata con un convegno dal titolo “Il velo squarciato. Intimidazioni e violenze contro le giornaliste”.

Nel corso dell’incontro sarà lanciato un appello alle istituzioni e al mondo dell’informazione. A raccontare in prima persona storie emblematiche di vicende che nel 2012, in Italia, hanno colpito almeno altri trecento giornalisti, di cui il 16% donne, saranno: Luisa Betti di Roma, autrice del blog Antiviolenza del Manifesto, vittima di cyber stalking; Ester Castano di Magenta (Milano), che ha subito querele e intimazioni da un sindaco recentemente arrestato per sospette relazioni con la ‘ndrangheta; Marilena Natale di Aversa-Casal di Principe, più volte minacciata dal clan camorristico dei Casalesi; Marilù Mastrogiovanni di Casarano (Lecce) minacciata dopo aver rivelato come possono tornare in gioco le imprese messe fuori gioco per legami con la Sacra Corona Unita.
Le testimonianze saranno introdotte da Nella Condorelli e Arianna Voto. Il convegno è promosso dalla Commissione pari opportunità dell’Associazione Stampa Romana, da Ossigeno per l’Informazione – osservatorio della FNSI e dell’Ordine dei Giornalisti, e dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio, d’intesa con la presidenza della Camera.

Per partecipare occorre registrarsi presso segreteria@stamparomana.it

Biografie giornaliste e dati Ossigeno leggi altri dati su www.ossigenoinformazione.it

Ester Castano
Ester Castano ha 22 anni, è una giovane giornalista del settimanale Altomilanese di Magenta (Milano), e della Prealpina e fa cronaca giudiziaria per il sito Stampoantimafioso.it , di cui è redattrice. Per i suoi articoli, è stata bersagliata per un anno da querele e diffide del sindaco di Sedriano (Milano) Alfredo Celeste, successivamente arrestato, martedì 10 ottobre, per rapporti con uomini della ‘ndrangheta. Dopo ogni articolo su Sedriano, Ester Castano è stata chiamata
sistematicamente in caserma dai carabinieri che le hanno notificavano esposti del primo cittadino di Sedriano con intimazioni a non avvicinarsi a lui, a non scrivere altri articoli, ai trasferirsi altrove.
Dopo una anno di pressioni e querele pretestuose Ester Castano si è rivolta a Ossigeno per l’Informazione. L’Osservatorio l’ha assistita con pareri legali e istruzioni pratiche su come allentare la pressione.

Marilena Natale
Marilena Natale è una giornalista de La Gazzetta di Caserta vincitrice del premio nazionale Agenda Rossa in memoria di Paolo Borsellino. Un riconoscimento importante. La cronista segue per il giornale casertano la cronaca nera e giudiziaria di un territorio difficile come Aversa, Casal di Principe, Casapesenna. Per i suoi articoli, Marilena Natale è stata più volte minacciata, intimidita e picchiata da uomini del clan dei casalesi. Nel 2010 fu minacciata dal cognato di un boss latitante appena arrestato. Raccontò l’accaduto sul suo giornale, denunciò il familiare del camorrista che fu condannato dalla magistratura. L’uomo aveva offerto del denaro alla giornalista per convincerla a
ritirare la denuncia, ma lei rifiutò l’offerta.

Marilù Mastrogiovanni
Ha 42 anni, ha due figli. Dirige dal 2005 Il Tacco d’Italia, giornale con sede a Casarano (Lecce). Collabora con Il Fatto Quotidiano, Il Manifesto, Il Sole 24 Ore. Le sue inchieste hanno descritto il difficile territorio della provincia di Lecce. Nel corso degli anni ha subito varie intimidazioni, querele pretestuose, furti nella redazione del giornale. Si è spesso occupata di Sacra Corona Unita, di smaltimento dei rifiuti, centrali a biomasse e speculazioni edilizie. Nel 2007 cinque minorenni entrarono di notte nella sede del mensile e rubarono il server e il computer in cui era custodito l’archivio de Il Tacco. Uno dei computer conteneva documentazioni su un’inchiesta appena
pubblicata. L’altro fu ritrovato qualche giorno dopo sul marciapiede di fronte alla redazione. Dopo l’ennesima intimidazione la cronista ha scritto un elenco di motivi per cui ha deciso di restare nella sua terra. A ottobre ha pubblicato sulla rivista Narcomafie una inchiesta sulle imprese pugliesi escluse dagli appalti spiegando come fanno a rientrare nel giro delle commesse pubbliche. Pubblicò anche un aggiornamento sul suo giornale. Qualche giorno dopo fu minacciata insieme ai suoi familiari dalla figlie di un boss della Sacra Corona Unita.

Luisa Betti
Luisa Betti, è una giornalista esperta di Diritti Umani su donne e minori, e per il manifesto scrive su argomenti che riguardano violenza di genere, diritti dei minori, discriminazione e trafficking sessuale. Per le sue campagne sul blog Antiviolenza sul Manifesto ha subito numerosi attacchi, ondate di commenti violenti e denigratori, ingiurie e azioni di cyber stalking. Ha ricevuto vari attestati di solidarietà. Reazioni particolarmente accese ha suscitato la sua campagna per la riforma dell’affido condiviso dei minori e la denuncia del femminicidio in Italia. Lei definisce il suo blog una finestra sulla violazione dei diritti delle donne e dei minori, un contributo e un tentativo di dare voce e visibilità a chi non riesce a difendersi, scoperchiando il vaso di Pandora che riguarda la discriminazione di genere su cui, nel nostro Paese, il silenzio incombe.
Altre croniste minacciate di cui si parla nell’ebook “La donna che morse il cane”

Amalia De Simone
Amalia De Simone è una giornalista freelance, collabora con Linea Notte, Corriere Tv ed è la direttrice di Radio Siani, una stazione radio anticamorra nata in un bene confiscato alla criminalità organizzata ad Ercolano, in provincia di Napoli. Il 21 aprile 2012, un pregiudicato nipote del boss Giovannino Birra, si intrufolò nella redazione approfittando di una scolaresca venuta da Taranto per visitare la radio e minacciò di morte i giovani giornalisti, tra cui Amalia De Simone, con un manganello. Criminalità ma anche azioni legali e precariato rendono difficile la professione alla cronista che è stata citata per 52 mila euro di risarcimento dall’editore de Il Mattino, giornale con
cui ha collaborato fino al 2008, dopo una causa persa in sede civile per un articolo scritto a sua firma. Notizia che ha suscitato clamore e indignazione da parte dell’Ordine dei Giornalisti e del presidente Enzo Iacopino.

Stefania Petyx
Stefania Petyx vive e lavora a Palermo, come inviata per Striscia la Notizia. Nei suoi servizi unisce l’informazione all’intrattenimento. Impermeabile giallo, un cane bassotto al guinzaglio e microfono in mano. Da due anni Petyx, che non si definisce una vera e propria giornalista, conduce inchieste contro il malaffare e la cattiva politica siciliana. Denunce e servizi video che hanno infastidito i poteri grigi dell’isola con la giornalista di Striscia che in una settimana ha subito tre intimidazioni.
Prima il consiglio dato per strada da uno sconosciuto “Stai molto attenta, c’è un po’ di malumore”, poi l’auto della troupe danneggiata. E infine la scritta sul muro di casa: “Petyx Boom”. La cronista ha denunciato gli avvertimenti alle forze dell’ordine.

Fabiola Foti
Fabiola Foti è la direttrice di Sud, quindicinale free press di giornalismo investigativo con sede a Catania. Il giornale si occupa di inchieste, politica, informazione antimafia. Il 28 settembre 2011 Foti ha ricevuto una lettera, scritta con ritagli di giornale e contenente un messaggio tanto chiaro quanto minaccioso: “Smettila o ti rompiamo le mani”. Per la giovane giornalista, di appena 30 anni, non è stato il primo avvertimento ma il più pericoloso. “Forse ci occupiamo troppo di politica – ha detto nei giorni successivi – se ci occupassimo più di mafia e meno di politica rischieremo meno”.

I 287 cronisti minacciati dal 2010 a gennaio 2012
I dati sono frutto di un’elaborazione del lavoro di monitoraggio sui giornalisti minacciati svolto dall’osservatorio Ossigeno per l’informazione promosso dalla FNSI e dall’Ordine dei Giornalisti e diretto da Alberto Spampinato. La base dati, analizzata in 4 macro-aree, è composta da 287 episodi raccolti dal 1° gennaio 2010 al 1° giugno 2012. L’elaborazione è di Informant.

WWW.OSSIGENOINFORMAZIONE.

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