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Sicilia, il sindaco antimafia Crocetta eletto presidente, ma il 53% non vota

 

Un siciliano su due non ha votato alle elezioni per il rinnovo dell’Ars. E’ il dato più evidente e preoccupante delle consultazioni di domenica 29 ottobre 2012. L’altro dato altrettato evidente (e benaugurante) è che dopo l’elezione di Leoluca Orlando a Palermo il voto ha premiato un altro cittadino antimafia, Rosario Crocetta alla guida della Regione Sicilia. Si è autodefinito “sindaco antimafia” (di Gela) ma non è stato solo uno slogan elettorale: ha imposto lo svolgimento delle gare per l’appalto delle opere pubbliche alla presenza dei Carabinieri ed il licenziamento di impiegati comunali vicini alla mafia e il 18 aprile 2012 è divenuto vicepresidente della Commissione speciale antimafia (Crim) dell’Unione europea.

Quattro anni fa da una indagine dei magistrati di Caltanissetta si scopre che Rosario Crocetta è il bersaglio di un progetto di attentato da parte della mafia e due anni dopo la Direzione Distrettuale Antimafia sventa un piano di Cosa Nostra per ucciderlo.

Lo conosciamo come uomo sensibile sulla lotta alla criminalità, sulla libertà di informazione sul contrasto alla precarietà e alla sicurezza sul lavoro. “Mi hanno votato perché hanno capito che sono un rivoluzionario” ha detto Crocetta commentando a caldo la sua elezione in questa terra devastata da decenni di malgoverno che si attende una profonda rivoluzione morale e civile.

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