Casta igienica

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di Nadia Redoglia
A giudicare dal rendiconto 2011 e dal bilancio 2012 della Camera, ammonta a ben più di dieci piani la morbidezza con cui (non) sono stati sforbiciati i rotoloni dei privilegi parlamentari.  A fronte di connazionali disperati costretti a campare con 800 euro al mese, a barattare le catenine da battesimo e le fedi nuziali per qualche spicciolo ottenuto dai “compro oro”, a elemosinare gli avanzi dei mercati e dei cassonetti, i loro  rappresentanti (mai termine fu più infido!) proseguiranno a incassare vitalizi milionari e benefit da ingordigia. Quelli poi riservati agli ex (roba maturata dopo 5 anni, mica 40) sono poi intoccabili perché restano diritti acquisiti per gli appartenenti alla casta, mentre per i paria lavoratori no e, infatti, nel breve volgere di qualche giorno si sono visti sottrarre anni di diritti acquisiti con sacrifici tremendi. Ma tornando agli “incastonati”, per essere serviti nell’esercizio delle loro funzioni, reclamano poi stuoli di dipendenti retribuiti e beneficiati almeno del quadruplo rispetto ai loro colleghi nel privato.

C’è giusto un costo che ci sembra veramente basso. Con quel che mangiano com’è possibile che Montecitorio spenda solo (!) un milione l’anno per la carta igienica?!


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