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Minacce di morte al Coordinatore di Libera Reggio Calabria

 

E’ da anni in prima linea, accanto alle vittime di reati di mafia e nei quartieri più difficili di Reggio Calabria, insieme ai giovani. Con lui, donne e uomini liberi  hanno scelto di ricostruire un tessuto civile sano a partire dall’entusiasmo dei giovani, dell’associazionismo, degli imprenditori, degli studenti. Tutto questo mette in pericolo le ‘ndrine che hanno deciso di farlo sapere, con una minaccia diretta. Il destinatario è Domenico Nasone, per gli amici “Mimmo” il coordinatore di Libera a Reggio Calabria che è stato raggiunto da una lettera anonima nella quale è stato minacciato di morte. L’intimidazione è stata inviata nella sede dell’associazione in Calabria nel fine settimana ed è stata ritrovata stamani da Nasone che ha provveduto a sporgere regolare denuncia.

« Esprimiamo la nostra totale e piena vicinanza e corresponsabilità al nostro coordinatore – fa sapere subito in una nota l’ufficio di presidenza dell’associazione Libera. La voce e l’impegno di Mimmo Nasone a Reggio Calabria  è  la nostra voce ed è la voce di tutti gli uomini e le donne oneste che in quella terra lavorano quotidianamente per il cambiamento. Nessuno può pensare con tali minacce di ostacolare il percorso tracciato di legalità, verità  e giustizia portato avanti da Mimmo Nasone e da tutta Libera». «La “continuità” della nostra azione civile – concludono –  è l’antidoto migliore contro chi  pensa di intimidirci così vigliaccamente».

Fra i tanti percorsi di antimafia sociale quotidiana, nelle scuole e sui beni confiscati della provincia, il coordinamento è impegnato come parte civile nel “Processo Meta”, procedimento contro le ‘ndrine del territorio infiltrate nel tessuto socio – economico  ed è al fianco della giovane Anna Maria Scarfò vittima di violenze e che dal 2010 vive in una località protetta dopo avere denunciato nel 2002 dodici stupratori. Una delle donne – coraggio che sta tentando di cambiare con la sua testimonianza la cultura mafiosa e omertosa che viene imposta dalle mafie.

Domenico Nasone, inoltre,  è fra gli animatori e i promotori del  percorso “ReggioLiberaReggio” una rete di oltre 50 associazioni impegnate a dire “no” al racket imposto dalla ‘ndrangheta e che ha già portato risultati concreti e un percorso di riscatto simile a quello nato a Palermo, sotto la spinta di Addiopizzo e Libero Futuro. Il coordinamento di Libera Reggio Calabria è stato al fianco di Tiberio Bentivoglio, imprenditore antiracket calabrese, che ha denunciato i propri estorsori. Quando nel febbraio 2011 Bentivoglio è stato gambizzato dai boss, Nasone commentò cosi l’attentato: «Ci troviamo a lottare ogni giorno, oggi è toccato a Tiberio ma domani può accadere ad altri. Siamo sul fronte e non possiamo non combattere questa battaglia rimane il fatto che siamo ancora soli e in pochi».

A  Libera Informazione  oggi conferma quell’impegno: «Paradossalmente – dichiara Nasone – queste minacce arrivate nella sede del coordinamento dell’associazione ci fanno capire che stiamo lavorando nella direzione giusta e non possiamo che continuare sempre più, con maggiore forza, a fare quello che è semplicemente il nostro dovere». «In questi anni – conclude Nasone – siamo stati vicini a tante vittime di reati mafiosi, dal racket alle violenze di altro tipo, e ai familiari di vittime della ‘ndrangheta. A loro, che in questa battaglia hanno rischiato in prima persona, va il nostro pensiero, e nel loro nome si rinnova il nostro lavoro quotidiano, senza arretramenti, né tentennamenti».

Mimmo Nasone e il coordinamento di Libera Reggio Calabria sono stati e continuano ad essere, ogni giorno, preziosi punti di riferimento anche per tutta l’informazione libera e i cronisti che raccontano ogni giorno di mafie e illegalità in terra di ‘ndrangheta. E che provano a raccontare anche il riscatto dall’oppressione dei boss. A Nasone e tutto il coordinamento di Libera a Reggio Calabria e in Calabria va la vicinanza e la corresponsabilità della rete di Libera Informazione

tratto da www.liberainformazione.org

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