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‘ndrangheta a Milano? Vietato dirlo… e cantarlo

 

La ‘ndrangheta a Milano deve essere sembrato un concetto troppo forte a quelli di DeeJay Tv. Di quelli che disturbano la sensibilità, per dire, di uno come Bossi. O come Maroni: che infatti, da ministro dell’Interno, mendicava ospitate in tv per rassicurare la base leghista che nel nord, quella roba terrona, non ha mai messo piede. Poi scoprì, il ministro dell’Interno, che la mafia al nord esiste eccome. Glielo disse Saviano a “Vieni via con me”; e glielo ricordò Giovanni Tizian, giovane giornalista calabrese che oggi gira sotto scorta per le sue inchieste sulla ‘ndrangheta in Emilia Romagna.  Preso atto che la mafia al nord esiste, adesso per i vertici leghisti si pone un’altra esigenza: fare in modo che non ne se parli. E men che meno, attraverso quel micidiale strumento di denuncia che è la musica.

Ed è così che “Polenta e Kebab“, l’ultima canzone dei Punkreas -che denuncia appunto il connubio lega ‘ndrangheta ben prima che questo venisse allo scoperto nell’inchiesta su Belsito – diventa un problema da risolvere nel modo più sbrigativo: con la censura. Che nel gergo politically correct di certi ambienti radiofonici, come DeeJay Tv, si traduce “brano politicamente inopportuno”. In questo modo, con queste parole, DeeJay Tv liquida i Punkreas. La loro canzone, “Polenta e Kebab” contiene passaggi che, secondo la radio, non è opportuno diffondere: per esempio, appunto, quello sulla presenza della ‘ndrangheta al Nord. Censurati. Viene da chiedersi se gli ascoltatori di DeeJay sarebbero contenti di una posizione così poco liberale. Noi crediamo di no. E nel frattempo invitiamo tutte le radio libere a diffondere il bellissimo brano dei Punkreas. Loro censurano, noi diffondiamo.

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