L’agenda rossa di Borsellino e altri misteri
Il mistero se possibile a distanza di ventun anni si infittisce. Perché non si tratta ormai solo di sapere che fine abbia fatto l’agenda rossa da cui Paolo Borsellino non si separava mai. Si tratta ora di sapere perché e da chi è stata fatta sparire. Nel corso del processo per la strage di via D’Amelio che costò la vita al magistrato e alla sua scorta, sono stati mostrati spezzoni di filmato amatoriale dove emerge chiaramente che un ufficiale dei carabinieri, il colonnello Giovanni Arcangioli prende in consegna la borsa del magistrato: “Non so dire come e perché avessi la borsa del giudice Borsellino”
Via Fauro: 20 anni dopo
Chi oggi passa da Via Fauro, a Roma, guarda con indifferenza quel muretto che cinge una scuola e la curva che porta su Via Parioli, lasciandosi alle spalle il Teatro Parioli.E se volete trovare notizie su quel che accadde qui 20 anni fa, troverete sui motori di ricerca del web, soprattutto una infinita serie di offerte immobiliari. E, alla fine, solo due siti che ricordano quelle 21,35 (circa) del 14 maggio 1993, quando un’auto bomba con 100 Kilogrammi, fece saltare per aria mezza strada, formando un cratere (“ellissoidale”) profondo 40 centimetri,oltre a rendere inabitabili per un periodo più o meno lungo di tempo, ben 4 palazzi,tra via Fauro e Via Boccioni. Una ragione c’è: quell’attentato di Via Fauro non provocò
Quel grido antimafia lungo vent’anni
Qualcosa da ricordare su Alfano
Cinisi ricorda Peppino Impastato, giornalista vittima della mafia
Andreotti, a Trapani “l’abbraccio” con la mafia
Panta rei, anche Giulio
E’ morta Agnese Piraino Leto, moglie di Paolo Borsellino
In memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo
La “convenienza”
Per il 94.52% degli studenti la mafia ha un rapporto forte con la politica
Emilia Romagna, una terra per le mafie
Non ancora al livello di Liguria o Lombardia, ma i numeri sono già preoccupanti e la politica dovrebbe intervenire. Ci sono stati più attentati che in Sicilia, è l’Emilia Romagna di Giovanni Tizian, il free lance che vive sotto scorta da più di un anno, Leggi quali sono i dati della DIA a proposito della regione che Pippo Fava, più di trent’anni fa, chiamava “la più grande lavanderia d’Italia”.
