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Lettere anonime con minacce al magistrato Antonino Di Matteo

 

La notizia è del Fatto Quotidiano, a firma di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza e arriva da ambienti giudiziari. Due lettere anonime sono state recapitate in procura a Palermo, due giorni fa. Dentro, le minacce contro il pm Antonino Di Matteo, impegnato fra l’altro nella delicata inchiesta sulla trattativa Stato – mafia. “Amici romani di Matteo (Messina Denaro, ndr) hanno deciso di eliminare il pm Nino Di Matteo in questo momento di confusione istituzionale, per fermare questa deriva di ingovernabilità. Cosa nostra ha dato il suo assenso, ma io non sono d’accordo” – questo un passaggio della missiva intimidatoria.

Scrivono i giornalisti de “Il Fatto Quotidiano” : “A scrivere è a suo dire, uno dei membri del commando di morte, in grado di fornire una serie di notizie riservate e dettagliate sugli spostamenti quotidiani (e sui punti deboli della protezione) del pm. […] Informazioni precise e circostanziate che hanno messo in stato d’allarme la Prefettura, il procuratore di Palermo Francesco Messineo (che ha rafforzato la scorta) che ha convocato una riunione interforze mentre Di Matteo veniva ascoltato dai pm di Caltanissetta.

Antonino Di Matteo. Ha 52 anni ed è in magistratura dal 1991. E’ stato sostituto procuratore a Caltanissetta dal 1992 al 1999 e poi pm della Dda di Palermo e ha indagato fra le altre, sulle stragi di Chinnici, Falcone e Borsellino. Insieme ad Antonio Ingroia ha condotto l’inchiesta sulla trattativa Stato – mafia che ha dato il via ad un processo tutt’ora in corso per minacce a corpo politico dello Stato in cui siedono come imputati sia mafiosi che pezzi delle istituzioni. La prima volta nella storia. E’ attualmente sotto procedimento disciplinare, dal 21 marzo scorso, da parte del Pg della Cassazione Gianfranco Ciani, con l’accusa di avere violato i “doveri di diligenza e di riservo” e il “diritto alla riservatezza” del Capo dello Sato, confermando in un’intervista l’esistenza delle conversazioni intercettate, già svelate il giorno prima sul portale on line di Panorama. In merito alle minacce arrivate e al provvedimento disciplinare in corso, il procuratore aggiunto di Palermo, Vittorio Teresi, dichiara ai giornalisti de “Il Fatto Quotidiano”: Dopo quella iniziativa disciplinare un poco inopportuna, se non addirittura scandalosa, Di Matteo è più isolato che mai.

Le reazioni. Alcuni politici impegnati sul fronte antimafia, i magistrati e la società civile si stringono intorno al pm Antonino Di Matteo in queste ore. Da Caltanissetta il procuratore Capo, Sergio Lari afferma: ”Siamo preoccupati per le minacce arrivate al collega Antonino Di Matteo, le stiamo valutando con molta attenzione e serietà . Purtroppo stiamo vivendo un momento storico simile al ’92. C’e’ una situazione di instabilità politica proprio come accadde 21 anni fa, quando purtroppo gli esposti anonimi vennero sottovalutati…”. ”Io, purtroppo, quel periodo l’ho vissuto da molto vicino – spiega il magistrato all’Adnkronos – ci sono in gioco vite umane, ecco perché dobbiamo stare molto attenti. Il momento storico e politico e’ molto difficile, c’e’ una grande instabilità‘, ma questa volta non verranno commessi errori. Stiamo seguendo l’indagine con molte difficoltà’ ma altrettanta serietà‘”. E annuncia l’apertura di una inchiesta su questi fatti. Da Bruxelles la presidente della Commissione antimafia, Sonia Alfano, denuncia ”l’intento è chiaro: si vuole cancellare con un colpo di spugna ciò che è successo negli ultimi vent’anni e ciò che sta accadendo ancora oggi”. Parole dure anche dal politico Beppe Lumia “Si tratta di un fatto gravissimo – aggiunge – che questa volta arriva in un momento di grande incertezza ed instabilità per il nostro Paese e che richiama alla memoria il passaggio tra la prima e la seconda Repubblica, quando la mafia con la stagione delle stragi volle giocare un ruolo nella definizione dei nuovi equilibri politici-istituzionali” . Il Centro Studi Pio La Torre afferma “Dall’eccidio di Aldo Moro alla strage di Capaci, in un momento di grave crisi politica ed istituzionale torna la strategia della tensione” ribadendo vicinanza e solidarietà al pm Di Matteo.

La notizia è del Fatto Quotidiano, a firma di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza e arriva da ambienti giudiziari. Due lettere anonime sono state recapitate in procura a Palermo, due giorni fa. Dentro, le minacce contro il pm Antonino Di Matteo, impegnato fra l’altro nella delicata inchiesta sulla trattativa Stato – mafia. “Amici romani di Matteo (Messina Denaro, ndr) hanno deciso di eliminare il pm Nino Di Matteo in questo momento di confusione istituzionale, per fermare questa deriva di ingovernabilità. Cosa nostra ha dato il suo assenso, ma io non sono d’accordo” – questo un passaggio della missiva intimidatoria.

Scrivono i giornalisti de “Il Fatto Quotidiano” : “A scrivere è a suo dire, uno dei membri del commando di morte, in grado di fornire una serie di notizie riservate e dettagliate sugli spostamenti quotidiani (e sui punti deboli della protezione) del pm. […] Informazioni precise e circostanziate che hanno messo in stato d’allarme la Prefettura, il procuratore di Palermo Francesco Messineo (che ha rafforzato la scorta) che ha convocato una riunione interforze mentre Di Matteo veniva ascoltato dai pm di Caltanissetta.

Antonino Di Matteo. Ha 52 anni ed è in magistratura dal 1991. E’ stato sostituto procuratore a Caltanissetta dal 1992 al 1999 e poi pm della Dda di Palermo e ha indagato fra le altre, sulle stragi di Chinnici, Falcone e Borsellino. Insieme ad Antonio Ingroia ha condotto l’inchiesta sulla trattativa Stato – mafia che ha dato il via ad un processo tutt’ora in corso per minacce a corpo politico dello Stato in cui siedono come imputati sia mafiosi che pezzi delle istituzioni. La prima volta nella storia. E’ attualmente sotto procedimento disciplinare, dal 21 marzo scorso, da parte del Pg della Cassazione Gianfranco Ciani, con l’accusa di avere violato i “doveri di diligenza e di riservo” e il “diritto alla riservatezza” del Capo dello Sato, confermando in un’intervista l’esistenza delle conversazioni intercettate, già svelate il giorno prima sul portale on line di Panorama. In merito alle minacce arrivate e al provvedimento disciplinare in corso, il procuratore aggiunto di Palermo, Vittorio Teresi, dichiara ai giornalisti de “Il Fatto Quotidiano”: Dopo quella iniziativa disciplinare un poco inopportuna, se non addirittura scandalosa, Di Matteo è più isolato che mai.

Le reazioni. Alcuni politici impegnati sul fronte antimafia, i magistrati e la società civile si stringono intorno al pm Antonino Di Matteo in queste ore. Da Caltanissetta il procuratore Capo, Sergio Lari afferma: ”Siamo preoccupati per le minacce arrivate al collega Antonino Di Matteo, le stiamo valutando con molta attenzione e serietà . Purtroppo stiamo vivendo un momento storico simile al ’92. C’e’ una situazione di instabilità politica proprio come accadde 21 anni fa, quando purtroppo gli esposti anonimi vennero sottovalutati…”. ”Io, purtroppo, quel periodo l’ho vissuto da molto vicino – spiega il magistrato all’Adnkronos – ci sono in gioco vite umane, ecco perché dobbiamo stare molto attenti. Il momento storico e politico e’ molto difficile, c’e’ una grande instabilità‘, ma questa volta non verranno commessi errori. Stiamo seguendo l’indagine con molte difficoltà’ ma altrettanta serietà‘”. E annuncia l’apertura di una inchiesta su questi fatti. Da Bruxelles la presidente della Commissione antimafia, Sonia Alfano, denuncia ”l’intento è chiaro: si vuole cancellare con un colpo di spugna ciò che è successo negli ultimi vent’anni e ciò che sta accadendo ancora oggi”. Parole dure anche dal politico Beppe Lumia “Si tratta di un fatto gravissimo – aggiunge – che questa volta arriva in un momento di grande incertezza ed instabilità per il nostro Paese e che richiama alla memoria il passaggio tra la prima e la seconda Repubblica, quando la mafia con la stagione delle stragi volle giocare un ruolo nella definizione dei nuovi equilibri politici-istituzionali” . Il Centro Studi Pio La Torre afferma “Dall’eccidio di Aldo Moro alla strage di Capaci, in un momento di grave crisi politica ed istituzionale torna la strategia della tensione” ribadendo vicinanza e solidarietà al pm Di Matteo.

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