Emfa, la grande incompiuta

Bologna 19 luglio quartiere Pilastro morte di Abderrahim Fakir. Poliziotto 1: “E’ schiattato!” Poliziotto 2: “Cazzo me ne frega!” . Poliziotto 1: “Va Beh se è così ci divertiamo”

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I consulenti della Procura di Bologna hanno consegnato la perizia ai magistrati.

La morte di Abderrahim Fakir, deceduto dopo l’intervento di due poliziotti e quattro volontari della Croce Rossa il 19 luglio al quartiere Pilastro di Bologna, è dovuta a tre concause: assunzione di cocaina, gravi problemi cardiaci e la posizione prona con conseguente compressione toracica. L’asfissia, che ha portato alla morte il 42enne marocchino, sarebbe stata causata dall’agitazione e dall’ipertermia dovuta alla cocaina, a un quadro cardiaco compromesso e alla posizione prona in cui i poliziotti lo avevano messo per immobilizzarlo.

Sempre secondo i periti le tre cause prese singolarmente non avrebbero potuto uccidere. Per quanto riguarda l’intervento dei quattro sanitari, nella perizia vengono sottolineate varie criticità, oltre ad essere stato considerato inefficace e intempestivo.

Alla domanda fondamentale: “Se l’azione di contenimento a terra non ci fosse stata Fakir sarebbe morto ugualmente?” I periti non hanno dato risposta.

Fin qui più o meno nulla di nuovo, mentre la parte finale della relazione è veramente scioccante, riporta frasi vergognose, ignobili, disumane dei due poliziotti registrate dalla bodycam di uno di loro: “Se schiatta ci divertiamo. Se schiatta che cazzo me ne frega”. Frasi considerate dall’avvocato difensore degli agenti semplicemente “indelicate”. E’ documentato anche un litigio tra i due agenti se ammanettare o meno Fakir. La violenza dell’intervento è documentata dalle tante riprese fatte dai cittadini presenti, come è stata documentata la lentezza dell’intervento del personale sanitario.

Leggere e rileggere il testo del dialogo si percepisce il loro disprezzo per l’essere umano nel momento in cui sta morendo, mentre gli infermieri gli stanno applicando il massaggio cardiaco, poi successivamente alla morte. Le frasi, oltre ad essere oscene, contengono razzismo nei confronti del povero malcapitato.

Questi fatti accadono sempre più frequentemente, anche durante una delle ultime manifestazioni un giovane studente è stato ricoverato in ospedale per un malore dopo essere stato immobilizzato a terra come Fakir.

Due domande mi paiono legittime: “Come sono stati selezionati questi soggetti? Chi li addestra?”

Sono certo che la maggior parte delle forze dell’ordine è formata da donne e uomini che sanno fare il proprio lavoro, di cui noi cittadini dobbiamo fidarci, ma le mele marce cominciano ad essere troppe. Questi personaggi devono essere isolati e denunciati dagli stessi colleghi.

Anche il ministro dell’Interno Piantedosi dovrebbe intervenire drasticamente per isolare questi soggetti che non fanno altro che offendere la divisa che indossano.


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