Alla luce della decisione della Gran Bretagna e di altri undici paesi europei di sanzionare i prodotti israeliani provenienti dalle colonie in Cisgiordania (con l’ovvia eccezione del governo trumpista di casa nostra!) e delle recenti rivelazioni del quotidiano israeliano Haaretz, una cui inchiesta (da verificare come tutte le inchieste) ha raccontato, con dovizia di particolari, che Netanyahu sarebbe stato informato eccome dell’attentato in preparazione per il 7 ottobre ma non avrebbe approntato alcuna forma di prevenzione, assume un significato ancora più sinistro il sedicente “Ddl anti-semitismo” in discussione in queste ore alla Camera.
Come Articolo 21, annunciamo che continueremo a definire “genocidio” il genocidio in atto in Palestina e che ci rivolgeremo, eventualmente, a tutte le sedi legali, compresa la Corte europea di Strasburgo, per far valere i diritti contenuti nella nostra Costituzione e nelle sentenze cardine della giurisprudenza continentale. Aggiungiamo che non c’è peggior forma di anti-semitismo e di inimicizia nei confronti di Israele che continuare a coprire il suo governo, il suo primo ministro e la loro ideologia fondata sul sopruso. Chiunque si comporti in questo modo o scagli determinate accuse, non merita risposta e non ne avrà, se non eventualmente in un’aula di tribunale.
Ci ha fatto piacere, invece, durante la maratona oratoria che ha avuto luogo oggi pomeriggio davanti a Montecitorio, ascoltare le voci di Vincenzo Vita, Stefania Ascari, Gianluca Peciola, Alessandra Maiorino (per quanto riguarda le forze politiche) e di molteplici esponenti, compresi parecchi giovani, della società civile, a dimostrazione di quanto sia forte e diffusa la sensibilità sull’argomento. A questo punto, non resta che contrastare a dovere una simile vergogna e ribadire il concetto per cui la pace si costruisce pronunciando parole di pace e di giustizia, più che mai in un mondo ammorbato dalle guerre e da ogni genere di violenza.
Con tutte le nostre forze, noi ci saremo.
