Sarà con Paolo Borrometi, giornalista e scrittore, presidente dell’associazione «Articolo 21» l’ultimo incontro e appuntamento di «Orme di Legalità», iniziativa curata dall’Associazione Un’Altra Città per la diffusione della cultura della legalità e dell’impegno civico e civile. L’incontro, previsto per martedì pomeriggio (14 luglio), dalle 18 presso la sala Ribaud del Comune di Formia, sarà l’occasione anche di commemorare il giudice Borsellino e la sua scorta, vittime dell’attentato in via D’Amelio il 19 luglio 1992. Paolo Borrometi è costretto da anni a vivere sotto scorta per le minacce ricevute facendo semplicemente il suo lavoro. Nel libro «Traditori» parla a lungo e in modo approfondito di quali sono gli effetti visibili e meno della mafia.
La ricerca della verità è un percorso a ostacoli e in troppi casi, prima ancora di cercare i colpevoli, si è messa in dubbio la credibilità di chi accusava. È accaduto a Giovanni Falcone quando si disse che la bomba dell’Addaura l’aveva piazzata lui stesso e a Paolo Borsellino la cui agenda rossa, misteriosamente scomparsa, sarebbe stata un «parasole». Don Diana? «Era un camorrista.» Peppino Impastato? «Un terrorista.» La lista dei nomi infangati per distrarre l’attenzione dai delitti è lunga. E la strategia ha un preciso nome in gergo, «mascariamento».
Per aiutarci a comprenderne i drammatici effetti, Paolo Borrometi ha fatto con questo libro un viaggio nella storia d’Italia in cui denuncia i traditori, i criminali che mirano a creare confusione nel Paese per raggiungere i propri interessi illegittimi. Oggi Paolo Borrometi è presidente della «Scuola di Formazione Politica Piersanti Mattarella».
