Alla C.A.
Sen. Ignazio Larussa, Presidente del Senato della Repubblica – SEDE
On. Lorenzo Fontana, Presidente della Camera dei Deputati – SEDE
Oggetto: Dimissioni dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
Egregi Presidenti,
con la presente, in qualità di componenti, espressione delle forze parlamentari di minoranza della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, intendiamo rassegnare, con effetto immediato, le nostre dimissioni dall’incarico.
La decisione, molto sofferta in ragione del rispetto della cultura parlamentare che ci anima, è stata assunta come estrema ratio di fronte al punto di non ritorno in cui si trova oggi la Commissione parlamentare.
La perdurante paralisi delle attività dovuta a ragioni tutte interne alle forze politico parlamentari della maggioranza, ha di fatto svilito il ruolo della Commissione e inferto un ulteriore durissimo colpo all’azienda Rai. Paralisi dovuta ad un atto di arroganza della stessa maggioranza con l’indicazione di un Presidente a dispetto del quadro normativo e di ogni forma di buonsenso. Una forzatura che ha innescato il “sequestro politico” della Commissione impendendone il normale funzionamento.
Le motivazioni che ci hanno spinto a questo atto di rottura sono gravi e strutturali.
Registriamo da anni un costante calo degli ascolti e una oggettiva perdita di credibilità della Rai. In quattro anni l’azienda ha smarrito la sua centralità culturale e informativa nel paese, il pubblico si è allontanato da un’offerta appiattita e autoreferenziale, come appunto testimoniato dagli ascolti delle reti ammiraglie, a partire dai Tg. È questo il dato più evidente del fallimento di un progetto editoriale mai decollato.
Abbiamo assistito alla mortificazione del personale e del merito. Si è imposto un sistema fondato sulla fedeltà e sulla appartenenza ideologica, ostentata come motivo di orgoglio trasformandola in “metodo” di governance aziendale. Le scelte professionali, editoriali e di palinsesto sono state compiute a discapito del merito, delle competenze e della storia professionale di uomini e donne della RAI. Si sono cancellati programmi di richiamo per il pubblico senza addurre spiegazioni e si è presa di mira una rete Rai esclusivamente per ragioni ideologiche.
La RAI ha, purtroppo, progressivamente rinunciato al suo compito istituzionale di far crescere culturalmente il Paese, il giornalismo di inchiesta è stato marginalizzato, i programmi di approfondimento svuotati, gli spazi di confronto plurale ridotti.
Dal punto di vista normativo il quadro si è ulteriormente aggravato con la precisa volontà del Governo e delle forze di maggioranza di non adottare il Media Freedom Act a tutela dell’indipendenza e del pluralismo dell’informazione. Un vuoto normativo che ha consentito l’occupazione dell’azienda con una gestione politica e “proprietaria”. Uno smantellamento sistematico della funzione pubblica della Rai accompagnata dalla volontà di cancellarne, anche simbolicamente, la storia come nella vicenda della vendita degli immobili.
Tutti questi elementi sono tasselli di un unico, pericoloso puzzle. Hanno un solo filo conduttore: l’idea di una RAI “pertinenza” di una maggioranza, e non come bene comune dei cittadini.
In queste condizioni riteniamo non più possibile restare in Commissione in quanto è venuta meno proprio la parola “vigilanza”.
Un organismo svuotato, incapace di esercitare il proprio ruolo di garanzia, è di fatto diventato complice del declino della più grande azienda culturale del Paese. Per questo ci dimettiamo.
Lo facciamo affinché possano emergere con forza le cause della crisi Rai e per far sì che questa azienda possa tornare al centro del dibattito pubblico per il suo valore e la sua funzione. Non c’è più spazio per una vigilanza che non è più messa nelle condizioni di poter vigilare a discapito dell’ordinario funzionamento di un organo parlamentare e della stessa qualità della democrazia.
On. Stefano Graziano
On. Dario Carotenuto
On. Angelo Bonelli
On. Peppe De Cristofaro
On. Maria Elena Boschi
On. Ouidad Bakkali
Sen. Antonio Nicita
On. Vinicio Peluffo
On. Nico Stumpo
On. Francesco Verducci
On. Gaetano Amato
Sen Dolores Bevilacqua
On. Anna Laura Orrico
Sen. Anna Maria Furlan
Sen. Dafne Musolino
