Credo sia importante capire perché non ci serve in questo momento una nuova legge elettorale con tanto di premio di maggioranza. Si vantano di essere il governo più longevo degli ultimi anni, ma vogliono una nuova legge che porti stabilità. Perché se sono riusciti ad essere così longevi con la legge attuale? Sento puzza di bruciato.
Da giornalista che si occupa di politica estera da sempre, voglio darvi un quadro di quello che sta accadendo fuori dai nostri confini, così capiamo meglio quello il contesto internazionale nel quale si inserisce la nostra piccola Italia, bella ma lenta, provinciale, poco innovativa, piena di debiti, con un sistema economico in crisi e i giovani in fuga . Ci sarebbe tanto da fare invece di litigare per una legge elettorale che ha un sapore fascista, stile quella legge Acerbo voluta da Mussolini nel 1923 con il premio di maggioranza che aveva l’intento secondo il duce- guarda caso- di dare stabilità al paese e invece fu la porta verso la dittatura e il ventennio tragico fascista.
Ma veniamo a un’analisi più generale. La democrazia sta arretrando nel mondo. Ritornano gli autoritarismi sostiene il Democracy Report 2026. Siamo in un momento storico particolare con il mondo che sta vivendo una regressione democratica, una guerra in Europa che dura da più tempo della seconda guerra mondiale e una folle guerra in Medio Oriente.
Ecco alcuni dati del DEMOCRACY REPORT 2026
Ecco alcuni dati del DEMOCRACY REPORT 2026
-Nel 2025 il mondo conta 92 autocrazie e 87 democrazie. È il secondo anno consecutivo in cui i regimi autoritari superano numericamente quelli democratici. Il cambiamento non è soltanto quantitativo.
La qualità delle democrazie esistenti si sta deteriorando.
-oggi la maggioranza della popolazione mondiale vive sotto sistemi autocratici. Nel 2025 circa il 74% degli abitanti del pianeta — oltre sei miliardi di persone — vive in regimi non democratici, mentre solo il 26% risiede in paesi classificati come democrazie. Il gruppo delle democrazie liberali, comprende appena il 7% della popolazione mondiale, il livello più basso degli ultimi cinquant’anni.
E’ in corso un processo di erosione interna delle istituzioni democratiche.
Non riguarda soltanto paesi tradizionalmente autoritari, ma anche stati che per decenni sono stati considerati pilastri della democrazia liberale.
Parallelamente sono aumentate le democrazie elettorali, sistemi in cui esistono elezioni competitive ma con garanzie più deboli per i diritti e i controlli istituzionali. (Proprio quello che piacerebbe fare a Meloni)
Il risultato è un progressivo slittamento verso forme di autoritarismo competitivo o illiberale, in cui le istituzioni democratiche continuano formalmente a esistere ma perdono progressivamente efficacia.
Venticinque anni fa il numero di paesi in cui gli indicatori democratici miglioravano era nettamente superiore a quelli in cui peggioravano. Oggi la situazione si è invertita.
L’indicatore più colpito è la libertà di espressione:
Nel 2000 migliorava in 52 paesi e peggiorava in appena cinque.
Nel 2025 accade l’opposto: 44 paesi registrano un deterioramento della libertà di espressione, mentre solo undici mostrano progressi.
Tra gli strumenti più utilizzati dai governi che imboccano una deriva autoritaria spiccano :
-la censura dei media, che porta all’autocensura degli stessi giornalisti ( vi dice niente?) o alla propaganda filogovernativa.
-la repressione della società civile
– il controllo delle istituzioni elettorali.
Nel rapporto, l’Europa occidentale e il Nord America restano le aree più democratiche, ma registrano un arretramento significativo. Il rapporto sottolinea che il livello medio di democrazia per i cittadini di queste regioni è oggi il più basso degli ultimi cinquant’anni, in gran parte a causa degli sviluppi politici negli Stati Uniti imposti da Trump, amico o ex amico di Meloni.
Gli Usa non possono più essere classificati come democrazia liberale. C’è una rapida concentrazione dei poteri nell’esecutivo e un indebolimento dei meccanismi di controllo parlamentare e giudiziario. Il tentativo di modificare i distretti elettorali per controllare il voto sono un esempio del metodo Trump.
L’ITALIA come se la passa?
Nel Global Democracy Index dell’Economist Intelligence Unit, l’Italia si colloca al 37º posto nel mondo tra 167 paesi , peggio di STATI UNITI E ISRAELE PER lo STATO DI SALUTE DELLA DEMOCRAZIA
E’ classificata come una “democrazia imperfetta” a causa di:
-Bassa fiducia nelle istituzioni pubbliche:
-Partecipazione politica limitata
-Basso impegno attivo dei cittadini nelle organizzazioni civiche e politiche.
-Problemi di cultura politica
-Inefficienza del sistema giudiziario
La decisione di Meloni di mettere mano alla legge elettorale quindi va in questa direzione di democrazia imperfetta.
Siamo come quelle democrazie elettorali, dove esistono elezioni competitive ma con garanzie più deboli per i diritti e i controlli istituzionali.
Immaginare un PREMIO DI MAGGIORANZA significa dare valore diverso ai voti degli elettori.
ALTERA GLI EQUILIBRI DEMOCRATICI- In pratica il mio voto non vale quanto il tuo, perché c’è un premio di maggioranza che consente al mio schieramento di avere più seggi. Non è democratico, anzi ci allontana da un sistema democratico.
Il PROPORZIONALE consente a tutti di sentirsi rappresentati, perché ogni voto ha lo stesso valore
Stiamo vivendo una fase storica inimmaginabile, con guerre, crisi economica e climatica.
Un governo che si occupa della legge elettorale e non dei problemi degli italiani è un governo irresponsabile, composto da irresponsabili non democratici.
In questo momento parlare di legge elettorale
-non è urgente
-Non è utile
-Non è prioritario
Qual è obiettivo di Meloni ?
vuole più potere, lo ha detto a un programma tv Mediaset in modo chiaro. Vuole andare al Quirinale, la prima presidente di destra, dimenticandosi che il capo dello stato deve essere super partes. Ambizioni che non risolvono i problemi degli italiani.
Meloni , come vi dicevo, si ispira al passato al camerata Mussolini. Sta usando il metodo che ricorda la legge Acerbo del 1923 con l’obiettivo di consentire al suo partito e alla sua coalizione di prendere il controllo del parlamento.
Grazie no, abbiamo già visto come va a finire.
Siamo una repubblica parlamentare, diamo valore al Parlamento.
Signora presidente Meloni risolva i problemi degli italiani, non le sue ambizioni personali.
