Giornalismo sotto attacco in Italia

A Gubbio un 25 aprile all’insegna della trasmissione della memoria e del ripudio della guerra

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Il più giovane era Ugo Fiorucci, 14 anni.  Il più anziano Luigi Tomarelli, 61.  Insieme a questi, altri cento nomi sono stati letti, scanditi uno ad uno con data e luogo della morte, da ragazzi e ragazze delle scuole superiori di Gubbio dalla scalinata di Palazzo Pretorio a Piazza Grande. Uomini e donne, vittime delle stragi nazifasciste nel territorio eugubino gualdese dal marzo al luglio del 1944.
Un’iniziativa voluta dalla sezione eugubina dell’Anpi e dall’Associazione Famiglie dei 40 Martiri per arricchire le celebrazioni del 25 aprile,  festa della Liberazione, coinvolgendo le nuove generazioni nell’impegno civico della trasmissione della memoria.
Un momento di alto significato simbolico,  preceduto dall’introduzione del professor Giancarlo Pellegrini, autore del volume “1944. Violenze e stragi nazifasciste nell’Eugubino-Gualdese”.
Dopo la lettura, alle 9.30,  il corteo è partito da Piazza Grande, accompagnato dalla sonata del Campanone, e ha attraversato la città per rendere omaggio ai luoghi simbolo della memoria con la deposizione delle corone di alloro: dai monumenti ai caduti delle due guerre mondiali fino al Mausoleo dei 40 Martiri.
In testa al corteo, dietro le autorità civili e militari,  lo striscione “Gubbio per la pace” per ribadire il ripudio della  follia della guerra e degli orrori che essa provoca, allora come ora.

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