L’Osservatorio sulla par condicio del Comitato Società Civile per il NO, in collaborazione con Articolo21, rileva che si nutrono grandi aspettative per il giudizio che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni si è riservata di dare nella sua riunione del 4 marzo. Il prossimo incontro è programmato per il giorno 11 marzo ed è importante che l’Agcom eserciti i suoi poteri d’ufficio. La Presidente del Consiglio inonda le televisioni ed ora anche i social facendo una campagna debordante. Il periodo di osservazione riguarderà il periodo tra il 1 e il 7 marzo. E’ essenziale che i dati del monitoraggio Geca e Osservatorio di Pavia vengano resi pubblici in forma chiara e leggibile per poter fare gli opportuni confronti. Questi intanto sono i dati dell’Osservatorio TG CoRiS-Murialdi
(telegiornali serali di Tg1, Tg2, Tg3, Tg4, Tg5, Studio Aperto, TgLa7) nel periodo 2-8 marzo. Si conferma il diverso comportamento dei tre poli televisivi italiani nella copertura della questione referendaria: il tempo dedicato dai Tg RAI alle posizioni del Sì e del No continuano a rispecchiare un equilibrio costante e distribuito nel tempo; i Tg Mediaset restituiscono uno squilibrio nei
confronti del Sì che non trova compensazione, come in precedenza, negli ultimi giorni della settimana. Tutto questo ha una causa precisa nell’intervista a Marina Berlusconi dell’8 marzo; il TgLa7 ha fatto una scelta diversa e nel periodo dal 2 al 5 marzo, ha preferito concentrarsi sulla crisi iraniana, e non ha dedicato particolare attenzione al tema referendario. Per quanto riguarda i tempo dedicato agli esponenti politici la parte del leone è fatta da Meloni (221), Mantovano (110) e Nordio (73) che nel periodo considerato doppiano nettamente Schlein (155) e Bonelli (43) e altri.
Ci aspettiamo che Agcom tragga le conseguenze della sua stessa posizione l’11 marzo prossimo.
