Emfa, la grande incompiuta

Premio Marco Luchetta 2026, sette inchieste per raccontare l’infanzia negata

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Il filo spinato che sbarra l’accesso alle scuole in Cisgiordania, lo sguardo dei bambini che cercano rifugio in una trincea in Myanmar, la monetizzazione selvaggia della vita dei minori esposti sulle piattaforme digitali, la quotidianità dei ragazzi cresciuti tra carceri e tende nel conflitto israelo-palestinese, l’invisibile trafila di sfruttamento che porta i migranti nepalesi fino a Trieste, lo sfruttamento dei bambini nelle piantagioni di coca in Colombia e la militarizzazione ideologica degli adolescenti ucraini da parte dell’apparato di propaganda russo.

È un quadro drammatico, realizzato con straordinario rigore d’indagine, quello offerto dai reportage vincitori della XXIII edizione del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta.

C’è un filo rosso che unisce i sette lavori premiati dalla giuria presieduta da Marco Damilano: la denuncia di un’infanzia alla quale viene negato il tempo della protezione e della tutela, per essere trasformata in strumento, risorsa da sfruttare o bersaglio strategico. I bambini e le bambine vengono privati della propria identità e del proprio futuro da adulti che alimentano guerre convenzionali, guerre d’influenza digitale o dinamiche di mero profitto economico.

«Sono molto felice dei premi assegnati quest’anno, per la qualità dei racconti, la sensibilità delle giornaliste e dei giornalisti che restituiscono la dignità del racconto ai piccoli, vittime delle guerre e del narcotraffico, arruolati nei conflitti, sfruttati nella loro immagine. In questa varietà e nella pluralità dei racconti il premio Luchetta, giunto alla XXIII edizione, si conferma voce unica e necessaria nel panorama del giornalismo italiano e internazionale», commenta Marco Damilano.

Il Premio rinnova l’eredità morale della troupe Rai della sede di Trieste, composta da Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota e Dario D’Angelo, uccisa a Mostar Est nel 1994 mentre documentava il dramma dei bambini durante la guerra balcanica, e dell’operatore Miran Hrovatin, ucciso a Mogadiscio insieme a Ilaria Alpi.

Promossa dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin, la manifestazione si svolgerà al Teatro Miela di Trieste dal 20 al 22 novembre 2026, in occasione della Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

I vincitori della XXIII edizione

TV News – Giammarco Sicuro

Giammarco Sicuro (TG3, Rai) è premiato per il servizio girato in Cisgiordania che documenta la resistenza civile ed educativa di una classe di bambini palestinesi ai quali i coloni israeliani impediscono, con armi e filo spinato, l’accesso alla scuola.

Di fronte alle intimidazioni e ai lacrimogeni, i minori scelgono di fare lezione a ridosso del blocco, trasformando la presenza fisica in una tacita difesa del diritto all’istruzione.

Stampa italiana – Chiara Nardinocchi

Chiara Nardinocchi (la Repubblica) riceve il riconoscimento per l’inchiesta data-driven e multimediale sviluppata all’interno del Visual Lab di la Repubblica sul fenomeno dello sharenting.

Il lavoro fa luce sul vuoto normativo italiano e sull’impatto psicologico ed etico della sovraesposizione dei minori online, trasformati dai propri genitori in marchi commerciali, con rischi di sessualizzazione e sfruttamento delle immagini.

Reportage – Giulia Bosetti

Giulia Bosetti (Spotlight, RaiNews24), autrice con Umberto Colferai di “Piccoli artigiani di pace. I bambini strappati alla produzione di coca e ai gruppi armati”, si aggiudica il premio nella sezione Reportage.

L’inviata documenta la crisi umanitaria nel Catatumbo, in Colombia, entrando nelle aree controllate dal narcotraffico per raccontare lo sfruttamento dei bambini impiegati nella produzione di cocaina e arruolati dalle milizie, evidenziando al contempo i tentativi di riscatto sociale condotti dalle realtà locali.

Radiofonia – Anna Maria Selini

Anna Maria Selini (Altreconomia) riceve il premio nella sezione Radiofonia per il podcast in sei puntate “Bambini senza pace”, della serie Palestina Israele.

Attraverso un’indagine sul campo, il reportage audio restituisce la complessità del crescere tra Israele e i Territori occupati: dalle detenzioni minorili alle battaglie ideologiche combattute sui testi scolastici, fino ai traumi psicologici successivi agli attacchi del 7 ottobre e alla vita nelle tendopoli di Gaza.

Stampa internazionale – Il collettivo d’inchiesta sull’Ucraina

Il premio va a Maksym Dudchenko, Lina Ivanova, Marian Chupak, Ihor Yushchenko, Yevheniia Motorevska, Ilya Lozovsky ed Elena Loginova (Consortium KibOrg, Channel 24, Suspilne, The Kyiv Independent, OCCRP).

L’inchiesta investigativa transfrontaliera “How Russia recruits teenagers in occupied Ukraine for a Pro-Moscow propaganda machine” ha analizzato documenti riservati e ricostruito dall’interno i corsi di formazione del programma statale russo Yunkor, finalizzato a indottrinare e arruolare circa 5.000 ragazzi ucraini nei territori occupati per trasformarli in propagandisti del Cremlino.

Rotta balcanica – Annalisa Camilli

Il premio per la Rotta balcanica va ad Annalisa Camilli (Internazionale) per l’articolo “La nuova rotta che passa da Trieste”, dedicato alla condizione dei migranti nepalesi che raggiungono il capoluogo giuliano dopo essere stati gravemente sfruttati nell’Europa orientale.

L’inchiesta mette in luce i cavilli burocratici, i traumi psicologici e le carenze del sistema di accoglienza statale, evidenziando il ruolo della società civile nel rispondere alle necessità dei migranti.

Fotografia – Fabio Polese

Il premio Fotografia viene assegnato a Fabio Polese (El País) per uno scatto che ritrae alcuni bambini in Myanmar mentre cercano riparo in una trincea di fortuna vicino a una chiesa trasformata in scuola.

Un’immagine che racconta la vulnerabilità dell’infanzia nei territori attraversati dalla guerra.


Le Giornate del Premio Marco Luchetta si svolgeranno dal 20 al 22 novembre 2026 al Teatro Miela di Trieste.

Per informazioni e aggiornamenti:

www.premioluchetta.com

www.fondazioneluchetta.eu


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