Giornalismo sotto attacco in Italia

Splendi repubblica morente

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“Splendi, Repubblica morente”. E’ forse la frase più adatta a questo anniversario del 4 luglio. La scrisse – ricorda il Washington Post- il poeta Robinson Jeffers nel 1925. Era preoccupato per la corruzione dilagante ai vertici dello stato e temeva che la repubblica scivolasse nell’impero.  L’America avrebbe superato quel momento , si sarebbe risollevata dal crack finanziario degli anni 30 , avrebbe combattuto e vinto la seconda guerra mondiale e guidato il mondo libero post bellico.
Oggi è di nuovo preda dei fantasmi di un tempo. Il Mall , il grande prato davanti alla Casa Bianca è sede della Fiera voluta da Trump per celebrare l’anniversario. E’ la fotografia della crisi della democrazia americana. Otto stati democratici hanno rifiutato di parteciparvi. Alcuni sono rappresentati surrettiziamente da deputati in conflitto con il proprio governatore. In uno di questi è apparsa la bandiera confederata simbolo del sud sconfitto nella guerra di secessione (un ode allo schiavismo abolito da Lincoln). L’immagine della repubblica americana nel giorno della sua festa è un po’ come quella della piscina riflettente di Washington. Trump sta investendo milioni per rendere lo specchio d’acqua cristallino ma le alghe sembrano resistere a ogni intervento e l’acqua resta melmosa e torbida. Così ecco il classico ricorso al meccanismo Trumpiano di accuse all’untore: c’è chi vuole sabotare la mia immagine-tuona il Presidente. E a farne le spese è per ora un ex campione olimpionico di canoa David Hearn: nei giorni scorsi si è avvicinato e ha provato a toccare con una mano la superficie dell’acqua appena ripulita: è stato arrestato dalla Polizia. L’accusa è di aver voluto compiere un atto di vandalismo contro Trump. A rendere ancor più nero l’umore del Presidente americano è la decisione dell ‘Iran di far coincidere con il giorno dei festeggiamenti e dell’orgoglio americano con il funerale simbolo dell’orgoglio persiano. I fuochi d’artificio di Washington (“uno spettacolo mai visto fino ad oggi “promette Trump) dovranno confrontarsi con i milioni di persone in piazza a Teheran per commemorare la morte dell’ayatollah Ali Kahmenei ucciso proprio su ordine di Trump. Lo scopo evidente da parte iraniana è mostrare un paese compatto che ha saputo resistere all’attacco del “grande satana” a stelle e strisce. Mentre in decine di città americane si preparano al contrario manifestazioni di protesta contro la deriva antidemocratica dell’inquilino attuale della Casa Bianca. Aldilà’ delle polemiche politiche un fatto è comunque innegabile. L’America di oggi è quanto di più lontano immaginabile da quella che nel 1776 proclamò la sua indipendenza. L’America di Trump somiglia molto più al declinante impero coloniale britannico che difendeva il suo impero con la forza delle armi contro gli americani di allora: un insieme straccione di emigrati di ogni parte del mondo uniti non dalla razza né dal denaro, ma da un ideale comune : che tutti gli uomini sono creati uguali  ed hanno avuto dal Creatore uguali diritti inalienabili: vita, libertà e ricerca della della felicità.


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