La fotografia nitida dell’ennesima querela infondata arriva da Lecco e riguarda un’inchiesta giornalistica che ha svelato che l’Italia, tramite almeno un’azienda di settore, vende armi a Israele. Un lavoro meticoloso svolto da Duccio Facchini direttore di Altreconomia che ha raccontato delle commesse della Lecco Invernizzi Presse, azienda produttrice di presse per realizzare (anche) munizioni a uso militare. Dopo la pubblicazione dell’articolo, nel 2024, la società ha querelato Facchini per diffamazione, sostenendo in atti, tra l’altro, che l’articolo aveva esposto i dipendenti della Lecco Invernizzi Presse a “gravi conseguenze”. L’input per l’inchiesta giornalistica arrivò in un convegno pubblico tenutosi a Lecco il 9 luglio 2024 e al quale Facchini era stato invitato da organizzazioni del territorio “per condividere il lavoro di inchiesta di Altreconomia in merito alla vicenda delle armi italiane e di hashtag#Israele, con un richiamo anche al lecchese”. Ad oltre un anno di distanza il gip del Tribunale di Lecco ha archiviato la querela poiché è stato riconosciuto il libero esercizio del diritto di cronaca e di critica, tramite “affermazioni fondate” su fonti “più che qualificate”.
“E dire che l’azienda ci ha provato in tutti i modi. Pensando di fare scacco matto, a un certo punto, ha anche chiesto il cambio di imputazione e nella foga ha depositato documenti inediti e di estrema importanza nel più classico degli autogol. – ha commentato il direttore Facchini – Tipo l’autorizzazione UAMA o la fattura del committente israeliano per la fornitura di “attrezzature per punte per bossoli calibro 5.56 e 7.62”, che salta fuori essere la Imi Systems (già Israel Military Industries) che dal 2018 è stata incorporata dalla Elbit Systems, gigante bellico israeliano tra le prime 25 corporation militari al mondo”.
Qui l’articolo completo di Facchini
https://altreconomia.it/materiale-darmamento-dallitalia-a-israele-il-caso-di-invernizzi-presse/
