Calcio & censura. Lo striscione umanitario è “sgradito”, multata la squadra

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Sono bastati venti secondi. Venti secondi in campo con uno striscione che recitava: “Cimitero Mediterraneo / Basta morti in mare” per beccarsi multe e squalifiche. E’ successo nel Bergamasco, a una squadra di calcio della terza categoria , l’Athletic Brighela, che domenica scorsa aveva chiesto al direttore di gara di poter esporre in campo lo striscione, dai contenuti umanitari.  Ma l’arbitro non ha dato l’autorizzazione, perché a suo avviso si trattava di uno striscione dai contenuti politici. Cosa ci sia di politico in parole che ogni essere umano potrebbe pronunciare volentieri, non è dato sapere. I giocatori hanno ritenuto lo stesso di esporre lo striscione in campo, per una ventina di secondi, il tempo probabilmente di una foto.  Risultato: il giudice sportivo ha comminato alla squadra un’ammenda di 550 euro , ha squalificato fino al 23 aprile del capitano della squadra  e analoga squalifica ha raggiunto  l’accompagnatore e allenatore. Il fatto è stato riportato dai giornali locali, secondo cui l’Athletic Brighela è una società molto attenta ai temi sociali. Il fatto che uno striscione umanitario non possa essere liberamente esposto in un campo da calcio, dopo una tragedia, quella di Cutro, che tutti si augurano di non vedere mai più nei nostri mari, è indicativo di un clima ostile alla libera espressione, che evidentemente investe ormai anche la società civile.


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