A Fidenza due appuntamenti straordinari per Ilaria Alpi

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La Direzione Didattica Ilaria Alpi di Fidenza, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, ha ricordato la giornalista in occasione del ventottesimo anniversario della sua scomparsa

A distanza di un anno dall’intitolazione della Direzione Didattica di Fidenza a Ilaria Alpi, e alla successiva celebrazione del sessantesimo anniversario della nascita, la Scuola prosegue nel cammino nel ricordo della giornalista.
Sono già trascorsi 365 giorni da quando, in piena zona rossa per la regione Emilia Romagna, erano risuonate nel cortile del plesso della sede della Presidenza le sentite parole che rimandavano alle motivazioni dell’intitolazione:

“Muor giovane colui ch’al cielo è caro”
MENANDRO (commediografo greco, 342 c.a.– 291 c.a. a. C.),
nella trad. di G. Leopardi, Amore e Morte

Premessa

Stava per iniziare la primavera del 1994, quando, il 20 marzo, la programmazione Rai si interruppe improvvisamente.
Un’edizione straordinaria di un TG che non avremmo mai voluto sentire annunciava, lasciandoci attoniti, la morte di una giovane giornalista italiana, trentatré anni ancora da compiere.
Lei era Ilaria Alpi, era stata uccisa a Mogadiscio, in Somalia, insieme al suo cineoperatore, il triestino Miran Hrovatin.
Ci sono momenti in cui, prepotente, prorompe il desiderio di fermare le lancette del tempo e cambiare il corso della storia: è proprio quello che parecchi di noi hanno provato in quell’istante, che è stato di grande dispiacere, impotenza e dolore da parte di molti.
Non poteva essere vero, eppure, crudamente, lo era: il mestiere di giornalista, negli scenari “caldi”, non è esente da rischi e Ilaria Alpi ha pagato con la sua giovane vita, lasciandoci con il rimpianto per “quello che avrebbe potuto essere e invece non è più stato”.
Brava, determinata e nello stesso tempo dolce, di straordinaria preparazione e cultura, bella con i suoi capelli al vento e con quello sguardo profondo che sembrava voler penetrare dentro alle cose, Ilaria Alpi era una professionista alla ricerca di verità e giustizia: valori che ne hanno segnato la fine.
Una fine che resta ancora avvolta in un mistero che non si vuole dispiegare, una matassa aggrovigliata che lascia tanta amarezza e che vorrebbe finalmente risposte.
La polvere del tempo, giorno dopo giorno, ci allontana da quei giorni ma, ogni volta che il pensiero torna a “quel giorno”, la ferita si riapre e quel dolore strozzato, acuito da una giustizia che non è stata fatta, riemerge, così come riaffiora nitida l’immagine pulita della giornalista, con il microfono in mano: una visione simbolo di lavoro, sacrificio, dedizione. E in questo ruolo da civil servant nel servizio pubblico Ilaria Alpi avrebbe potuto scrivere innumerevoli pagine, se le pieghe della sua storia, che è diventata anche nostra Storia, avessero imboccato, per fortuna, miracolo o benevolenza del destino, un’altra direzione. Così, purtroppo, non è stato e tutto questo è, almeno in minima parte, mitigato dal ricordo: alle vie, piazze, parchi, biblioteche, centri culturali, scuole a Lei dedicate – e persino una rosa, quasi a voler restituire a nuova vita un fiore troppo presto reciso – si desidera aggiungere anche l’intitolazione della Direzione Didattica di Fidenza, una scuola che da anni si distingue per multiculturalità e integrazione, temi cari a Ilaria Alpi, che aveva con la nostra provincia un legame particolare, viste le origini parmensi del nonno e del papà, nativi di Compiano.
La giornalista, nel 2021, anno in cui le verrà dedicata la Direzione Didattica, avrebbe compiuto sessant’anni: così non sarà, perché “Muor giovane colui ch’al cielo è caro”, ma un’Istituzione Scolastica di Fidenza la desidera ricordare con questo piccolo grande atto d’affetto e potrà portare avanti la sua testimonianza attraverso le voci e i pensieri dei suoi tanti piccoli – e presto grandi – alunni.

La storia

Nel marzo 2021 saranno trascorsi 27 anni dall’assassinio, in Somalia, di Ilaria Alpi.
Morte che, a tuttora, non ha ancora un vero mandante.
I processi si sono succeduti senza fornire risposte chiare e soprattutto i veri colpevoli.
La Alpi era nata nel 1961, aveva studiato a Roma, prima frequentando il liceo classico Tito Lucrezio Caro e poi l’Università “La Sapienza” dove si era laureata, a pieni voti, in lingua, letteratura e cultura arabe.
Aveva intrapreso l’attività di giornalista e reporter per il TG3 nei Paesi del Medio Oriente, poi in Marocco, Egitto e infine in Somalia.
Era una donna determinata, desiderosa non solo di “dare notizie” ma di approfondire la conoscenza dei fatti e dei Paesi dove si recava.
Credeva nel potere dell’informazione per superare gli stereotipi e nella forza aggregante della cultura che può distruggere barriere, pregiudizi e luoghi comuni sui popoli di altre culture e religioni. Ha indagato per la sete di verità e i suoi genitori, dopo la sua scomparsa, hanno avuto dall’allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, la medaglia al Valore Civile ma, purtroppo, sono morti senza conoscere la verità sull’assassinio della loro unica figlia che merita di essere ricordata alle generazioni future, per la sua tenace ricerca di giustizia.
Forse non si insegna abbastanza questo valore di civiltà: rispettare e aiutare gli altri popoli meno fortunati, vivere nell’onestà nella rettitudine, mettere al primo posto il bene della collettività prima del proprio tornaconto personale.
Intitolare la Direzione Didattica di Fidenza a Ilaria Alpi è come offrirle una ulteriore possibilità di far riflettere giovani e meno giovani sui valori fondamentali su cui si fondano le nostre istituzioni democratiche.
Ora, invece, con spostamento a lunedì 21 marzo, dato il giorno festivo, l’emozione vissuta lo scorso anno si ripeterà in occasione del ventottesimo anniversario della scomparsa.
Sono previste, infatti, due iniziative, una al mattino e una alla sera, sempre a cura della Scuola che ora porta il suo nome e del Comune di Fidenza.
Alla cerimonia del mattino saranno presenti una componente della famiglia e le Associazioni combattentistiche e del volontariato che aggiungeranno i loro labari e bandiere al gonfalone della città e al nuovo labaro della scuola.
Il ritrovo è all’inizio del viale Ilaria Alpi e, nel corso della manifestazione, avverrà l’inaugurazione ufficiale del viale stesso che è situato nella zona sud della cittadina, nel quartiere Europa.
Questo il programma della mattinata di oggi che ha visto impegnati gli alunni dei plessi di scuola primaria della Direzione Didattica Ilaria Alpi:

ORE 1IN VIALE ILARIA ALPI A FIDENZA
UNA MATTINATA PER ILARIA
(Roma, 24 maggio 1961 – Mogadiscio, 20 marzo 1994)

QUESTO IL PROGRAMMA

Saluto dell’Amministrazione Comunale
(Assessori Maria Pia Bariggi e Alessia Frangipane)
Saluto del Dirigente Scolastico Lorenza Pellegrini e di una componente della famiglia di Ilaria Alpi, Maria Ginevra Giovanardi
Presentazione e inaugurazione, per la prima uscita ufficiale, del nuovo labaro della Direzione Didattica (ora Ilaria Alpi)
Canto corale
Lettura di una poesia per Ilaria composta dagli alunni
Disseminazione di alcuni sassi “simbolici”
Riflessioni dei bambini sull’esempio di Ilaria Alpi
Lancio dei palloncini di colore giallo, azzurro, bianco, rosso, blu e verde (con pensieri per Ilaria) e spiegazione da parte degli alunni
Canto corale
Scopertura della nuova targa, per l’inaugurazione ufficiale del viale
Saluto finale a cura del Sindaco Andrea Massari
(altri impegni istituzionali permettendo)

In serata, alle ore 19, presso il cortile della scuola primaria De Amicis, l’altro appuntamento, che è stato inserito nel Cartellone Eventi del Comune di Fidenza “8 Marzo 2022 – Tre donne intorno al cor mi son venute”: LA SCUOLA DI ILARIA: LUCI CORALI.
Un ricordo particolare, che cade, oltretutto, nella Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie.
Il programma, oltre agli interventi del Dirigente Scolastico Lorenza Pellegrini, del Sindaco Andrea Massari, del Vicesindaco Davide Malvisi, degli Assessori Maria Pia Bariggi e Alessia Frangipane, della cugina di Ilaria Alpi Maria Ginevra Giovanardi, si è articolato tra canti corali, la lettura di una poesia composta dagli alunni, l’illuminazione della targa e disegno di Ilaria e l’accensione di tante luci corali nel cortile a ricordo delle vittime delle mafie.
A conclusione dell’evento il lancio dei palloncini di colore giallo e bianco, i colori della verità, con i biglietti recanti i 1000 nomi delle vittime delle mafie (cento nomi per palloncino) e spiegazione da parte dei ragazzi.
L’attività è stata svolta, in maniera “corale”, dalle varie componenti della scuola – personale e alunni – mentre il coordinamento dei vari momenti è stato progettato e curato dall’Insegnante Caterina Ambrosini e dal Dirigente Scolastico prof. Lorenza Pellegrini.


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