La scelta di Anne – L’evénement

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Un film duro, una storia autobiografica, che si fa testimonianza letteraria di un’epoca in cui negli anni ’60 veniva negata alle donne la possibilità di autodeterminarsi. Uno spauracchio che sembra riapparire oggi con l’ondata di oscurantismo che tenta di minare un diritto civile fondamentale qual’è l’aborto.

Leone d’oro come miglior film alla 78^ Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, “La scelta di Anne – L’Événement”, per la regia di Audrey Diwan, con Anamaria Vartolomei, Kacey Mottet Klein, Luàna Bajrami, Louise Orry-Diquéro, è un film militante, che colpisce duro, senza infingimenti o buonismi di maniera, doloroso ma reale. Il film, in uscita in prima mondiale il 4 novembre prossimo, distribuito da Europictures, è l’adattamento cinematografico del romanzo autobiografico “L’Événement” di Annie Ernaux.

Nella Francia del 1963, la protagonista, Anne, è una giovane studentessa di lettere che trascorre le sue giornate tra le pagine di Camus e Sartre e le serate in discoteca accompagnate dall’immancabile coca cola, con un unico sogno, quello di diventare una scrittrice.

Il vero scopo della mia vita forse e solamente questo: che il mio corpo, le mie sensazioni, e i miei pensieri divengano scrittura”  (Annie Ernaux).

Ma ecco che, improvvisamente, quel sogno sembra infrangersi con la scoperta di una gravidanza indesiderata, almeno in quel momento della vita in cui si rincorrono ancora i sogni. E’ così che l’opera accompagna Anne nella solitudine e nella disperazione di quelle settimane, in un contesto storico in cui la parola stessa: aborto, era considerata impronunciabile e l’interruzione volontaria di gravidanza un reato punito con la reclusione, sia per le pazienti sia per i medici. Alle donne era così interdetta qualsiasi possibilità di scelta e le stesse erano condannate a giocarsi la vita di nascosto, in una sorta di roulette, davanti alla mammana di turno. Il teatro di un dramma!

Il film ricostruisce in modo quasi documentaristico la lotta e le sofferenze di una scelta contro-corrente, perpetrata da Anne, e portata sino alle sue estreme conseguenze, per continuare a studiare e sfuggire al destino di casalinga cui vorrebbe relegarla la società dell’epoca. L’opera diventa per lo spettatore un’esperienza umana totalizzante, nel seguire la protagonista in quelle prime settimane di gestazione, contrassegnate da un crescendo di clandestinità che la porterà a rischiare financo la vita. Una lotta contro un universo cinico “che impedisce alla donna di dirsi e di pensarsi”.

Un film sapientemente costruito, fedele al romanzo da cui trae spunto, che restituisce un’esperienza della memoria  (dell’autrice, ma non soltanto) ancora vivida ed attuale, che si fa testimonianza di un’epoca che si vorrebbe lontana, superata, ma che così non è a causa dei rigurgiti della storia.


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