L’oscuro e il malvagio. Un film di Bryan Bertino al 38. Torino Film Festival

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La nenia cantata dalla vecchia accompagna la sera che allunga le tenebre sulla fattoria. Mentre lei si reca nella stalla per accudire il gregge, nel letto il vecchio attende la morte. La landa algida è scossa dal verso del coyote. Un improvviso tintinnio di metalli e il cigolio di una porta allarmano bestie e umani. Con l’oscurità avanza il male. Così inizia The Dark and the Wicked di Bryan Bertino, un horror per appassionati, ma anche per tutti coloro che non temono le scene forti, film che ha inaugurato la sezione la Stanza di Rol (dedicata a film che dovrebbero sorprendere per miscugli di genere e forme) del 38. Torino Film Festival. In questo 2020 disgraziato anche la cultura soffre tantissimo, eppure i segnali di resistenza sono innumerevoli. Un esempio meritevole (online, of course) ci viene dal TFF – da venerdì 20 a sabato 28 Novembre – che presenta nelle sue varie sezioni oltre cento film, visibili a pagamento sulla piattaforma di MYmovies. Se la visione di un film nella sala è qualcosa di impagabile, non tutto il male vien per nuocere, poiché il cinefilo ha un’occasione unica, può prenotare da casa il posto e avere a disposizione un film per due giorni. The Dark and the Wicked esce a distanza di quattro anni da The monster e a dodici dal primo film, The Strangers, che aveva segnalato Bertino come uno dei più promettenti registi di genere.

Qui siamo nel profondo Texas, in una campagna sperduta dalle parti di un ignoto villaggio, Thurber, per seguire per una settimana le terribili vicende di una famiglia. Louise (Marin Ireland) e Michael (Michael Abbott Jr.), due fratelli, ritornano nella loro casa paterna. Assistito solo dalla madre (Julie Oliver-Touchstone) il padre (Michael Zagst) sta morendo. Nel livido lunedì i due attorniano la madre, sfinita dalla sofferenza, che accudisce capre e pecore: “Vostro padre ha detto di continuare a lavorare.” Qualcosa di strano aleggia attorno alla famiglia riunitasi dopo molto tempo; Louise e Michael hanno lasciato affetti e lavoro per essere al capezzale del genitore. Una forza invisibile è attorno a loro. E’ il vento? Il giorno dopo i figli scoprono con raccapriccio la madre impiccata. “Dovete andare via. Non è come credete”, aveva detto la sera prima la madre a Michael. Nel tentativo di capire interpellano l’infermiera che rivela che la madre bisbigliava al vecchio, ma era come se parlasse con qualcun altro. Chi è? Dal diario della madre Louise ha la rivelazione: “Non posso fare nulla per fermarlo. Il diavolo vuole la sua anima.” Inizialmente increduli, i due fratelli cadranno poco alla volta in una voragine oscura, un inferno dantesco, dove il Male domina senza possibilità di scampo. Nulla è come appare perché il demonio non si mostra nelle sue vesti, ma chiunque sia stato contattato da Lui non può far altro che morire. Nessuno può sfuggirgli perché non basta né la fede, né l’amore a salvarci. Bryan Bertino ha costruito The Dark and the Wicked con insolita lentezza, tuttavia l’appassionato non resterà deluso. Il clima che il regista crea impedisce di abbassare gli occhi dallo schermo nonostante ci siano aspetti di impressionante violenza e momenti di suspense da far accapponare la pelle. Sarà per la buona recitazione degli attori, in particolare per quella di Marin Ireland, sarà per le atmosfere che il regista riesce a creare, sarà per la bella fotografia dai colori lividi che immortalano paesaggi inconsueti, alla fine il film riesce a trasmettere in modo credibile nello spettatore quel che la storia si proponeva: per nessun motivo si può sfuggire al male.


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