“Imbavagliati”, il festival del giornalismo civile, sostiene il progetto Trento

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“Imbavagliati”, festival internazionale di giornalismo civile, ideato e diretto da Désirée Klain, che per primo a Napoli dal 2015 ha dato voce a quei giornalisti che nei loro paesi hanno sperimentato il bavaglio della censura e la persecuzione di regimi dittatoriali, ma nonostante questo hanno messo in pericolo la loro vita per poter parlare, raccontare, denunciare, appoggia l’iniziativa di Trento che si inserisce nel solco tracciato dal festival, che da sei anni dà voce ai giornalisti minacciati. Diciannovemila presenze, una rassegna stampa con più di mille testate (tra nazionali ed internazionali), quattordici mostre, sono solo alcuni dei numeri prodotti da “Imbavagliati”; format originale, conosciuto e diffuso in tutto il mondo, che ha reso la città di Napoli capitale della libertà di stampa nei suoi primi cinque anni di vita. La Mehari di Giancarlo Siani e lo slogan “Chi dimentica diventa il colpevole” sono stati i simboli del progetto per la libertà di stampa, che si svolge al Palazzo delle Arti di Napoli (Pan), proprio lì dove la macchina/simbolo è custodita.

“Siamo orgogliosi che a Trento si segua lo stesso percorso di “Imbavagliati” – spiega Désirée Klain, direttore artistico di “Imbavagliati” – proseguendo la nostra originaria ideazione. Sarebbe interessante se le due iniziative si gemellassero, portando avanti insieme la difesa della libertà di stampa e quella dei giornalisti minacciati in Italia e nel mondo. ‘Diversamente Liberi’ sarà il tema della sesta edizione del Festival, che si svolgerà in modalità telematica a metà dicembre prossimo. Un modo per accendere una luce, in stretta collaborazione con Amnesty International Italia, in quei paesi, dove l’omosessualità è ancora un reato, in molti casi punibile anche con la morte”.

“Imbavagliati- Festival Internazionale di Giornalismo Civile”, che è prodotto dall’Associazione Culturale “Periferie del Mondo – Periferia Immaginaria” e che vede quest’anno la collaborazione della Fondazione Banco di Napoli, nelle precedenti edizioni è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e dalla Fondazione Polis della Regione Campania per le vittime innocenti della criminalità e i beni confiscati. Ed è stato realizzato in collaborazione con: la Federazione Nazionale della Stampa, l’UsigRai, il Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, Articolo 21, e con il patrocinio Amnesty International e Unicef Italia

(nella foto la Mehari di Giancarlo Siani, simbolo del festival)

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