Il manifesto “Giusta Italia” per la ripartenza dopo l’emergenza sanitaria

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Un manifesto con 18 proposte concrete rivolte al Governo e al Parlamento per una società nuova, libera da mafie e corruzione
Diritti sociali, Trasparenza degli appalti, Sostegno alle imprese al centro delle azioni del manifesto presentato da
Libera insieme ad associazioni, organizzazioni sindacali, rappresentanti di enti locali e del mondo delle imprese
Luigi Ciotti: “La lotta contro la pandemia può e deve essere anche l’occasione per risanare la nostra democrazia!

Un manifesto per far ripartire l’Italia uscendo dalla cultura dell’emergenza e affermando quelle
delle regole. #Giustaitalia, un “Patto per la Ripartenza” fondato sull’etica della responsabilità
promosso da Libera con Avviso Pubblico, Legambiente, Arci, Rete dei Numeri Pari, Rete della
Conoscenza, Fuci, Centro Studi Pio La Torre, Cooperare con Libera Terra, Acsi, Us Acli,
Cngei, Fondazione Interesse Uomo, Cgil, Cisl, Uil.
Diciotto proposte concrete rivolte al Governo e al Parlamento, perché ascoltino la voce della
società civile, del mondo del lavoro, delle imprese, degli enti locali, di tutti coloro che, hanno a
cuore la ripartenza del nostro Paese nella legalità e nella giustizia sociale. Diciotto proposte
suddivise in tre aree strategiche per mettere al centro i diritti sociali, assicurare la trasparenza
nella gestione degli appalti, prevedere la tracciabilità del sostegno alle imprese , applicando
bene e senza scorciatoie le norme che già esistono; garantendo diritti fondamentali, come il
lavoro, la casa, il reddito, l’istruzione e la salute; lottando contro tutte le forme di povertà, a
cominciare da quella educativa che colpisce le giovani generazioni; recuperando gli oltre 100
miliardi di euro sottratti annualmente alla collettività dall’evasione fiscale, per sostenere la
nostra economia e ridurre il carico fiscale alle famiglie italiane.

L’Italia – scrivono le associazioni nel Manifesto- può ripartire davvero, dopo il lungo isolamento
a cui è stata costretta dalla pandemia del Covid 19, solo se non si commettono gli errori del
passato. Quelli che hanno trasformato ogni emergenza, dai terremoti alla gestione dei rifiuti fino al
dissesto idrogeologico, in una nuova opportunità di arricchimento e di crescita del potere delle
mafie e, più in generale, di quei sistemi criminali fondati sul disprezzo delle regole, la corruzione,
l’accumulazione illecita di profitti, che già condizionano la nostra democrazia.
Voci autorevoli, come la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo , la Banca d’Italia e il
ministero dell’Interno, hanno già segnalato i pericoli concreti a cui andiamo incontro, nella gestione
degli appalti e delle risorse finanziarie. Mafie, corruzione, criminalità economica e ambientale
sanno sfruttare l’allentarsi delle regole, in nome di una legittima urgenza ma approfittano anche
dell’acutizzarsi delle povertà, per conquistare consenso sociale e riciclare i capitali accumulati
illegalmente, anche attraverso l’usura.
““Giusta Italia”- commenta Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera- perché non basta
“aggiustare”: bisogna ripristinare giustizia, altrimenti il cambiamento si ridurrà ad
adattamento. Le mafie uccidono – e lo sapevamo – ma oggi scopriamo che anche la corruzione
e la privatizzazione dei beni comuni possono essere strumenti di morte. Non sarebbe così alto
il numero delle vittime della pandemia se avessimo avuto un sistema sanitario più forte, in grado
di monitorare, proteggere e curare con tutti gli strumenti necessari. E prima ancora politiche sociali
in grado di garantire quei diritti che stanno alla base di una democrazia viva: il lavoro, la casa e la
scuola. È necessario considerare le politiche sociali come un investimento, un volano di sviluppo
non un costo da contenere. Ecco allora il senso di “Giusta Italia”. Senso di un impegno per
costruire un futuro davvero nuovo. Non scambiamo per futuro il ritorno a una normalità malata! La
lotta contro la pandemia può e deve essere anche l’occasione per risanare la nostra
democrazia!”

Aumentare le risorse in dotazione al Fondo per la lotta alla povertà educativa; sospendere, o
in alternativa, ridurre drasticamente gli affitti regolati dal mercato; bloccare le procedure
esecutive di sfratto; estendere il reddito di cittadinanza e realizzare, al tempo stesso, la
costituzione di un reddito di emergenza; istituire un fondo di 5 miliardi di euro a sostegno
degli enti locali, per garantire servizi fondamentali per la coesione sociale, investimenti e
occupazione sui territori; regolarizzare tutti i lavoratori e le lavoratrici migranti presenti in
Italia, ma attualmente sprovvisti di un regolare titolo di soggiorno. E ancora applicare gli
strumenti di assegnazione, anche in situazioni di urgenza, già previsti dal Codice degli appalti,
senza ulteriori deroghe; prevedere meccanismi di controllo preventivo e incrociato sulle imprese
attraverso l’utilizzo sinergico delle banche dati; escludere da qualsiasi beneficio le imprese
oggetto di procedimenti penali per reati gravi (associazione a delinquere di stampo mafioso,
corruzione, frode, delitti ambientali etc.) e quelle che pagano le imposte nei paradisi fiscali, pur
operando in Italia. Infine garantire la tracciabilità dei flussi di risorse finanziarie destinate alle
imprese e del loro utilizzo coerente, con l’indicazione conti correnti dedicati e l’assegnazione di un
codice identificativo. Sono queste le principali azioni messe al centro del manifesto per far
ripartire il Paese. Un patto di assunzione di responsabilità collettiva, per presentare al Governo
e al Parlamento un elenco di proposte concrete per rilanciare l’economia, abbattere le
disuguaglianze sociale, combattere le diverse forme di povertà. L’Italia può, e deve, raccogliere
questa sfida.

Le 18 proposte

Diritti sociali
1. Aumentare le risorse in dotazione al Fondo per la lotta alla povertà educativa, al
fine di rafforzare le attività di contrasto alla dispersione scolastica;
2. Sospendere, o in alternativa, ridurre drasticamente gli affitti regolati dal
mercato, bloccare le procedure esecutive di sfratto e prevedere un contributo per le
famiglie in condizioni di povertà assoluta nel periodo di crisi economica causata dal Covid19;
3. Estendere il reddito di cittadinanza e realizzare, al tempo stesso, la costituzione
di un reddito di emergenza per raggiungere tutti coloro che sono esclusi da ogni altro
intervento di sostegno;
4. Rilanciare e rafforzare il Sistema sanitario nazionale, riqualificando tutta la rete
dei servizi sanitari territoriali;
5. Istituire un fondo di 5 miliardi di euro a sostegno degli enti locali, per garantire
servizi fondamentali per la coesione sociale, investimenti e occupazione sui territori;
6. Regolarizzare tutti i lavoratori e le lavoratrici migranti presenti in Italia, ma
attualmente sprovvisti di un regolare titolo di soggiorno;
7. Approvare un Piano di interventi pluriennale per persone senza dimora,
comunità Rom e persone in condizione di detenzione, tra le più colpite dagli effetti,
economici e sociali, della pandemia.

Appalti
8. Rafforzare e qualificare le Centrali uniche di committenza, senza ulteriori
deroghe ed elevandone le competenze tecniche;
9. Limitare alla sola fase emergenziale acuta il ricorso ai commissari con poteri
straordinari;
10. Applicare gli strumenti di assegnazione, anche in situazioni di urgenza, già
previsti dal Codice degli appalti, senza ulteriori deroghe;
11. Abrogare la Legge 55/2019 (Sblocca Cantieri), ripristinando il D.Lgs. 50/2016
(Codice dei Contratti Pubblici);
12. Prevedere meccanismi di controllo preventivo e incrociato sulle imprese
attraverso l’utilizzo sinergico delle banche dati esistenti, inasprendo le sanzioni in caso di
affermazioni non veritiere e di inadempimento;
13. Rafforzare l’Autorità nazionale anticorruzione, anche attraverso la nomina del
suo Presidente, quale autorità di supervisione del sistema degli appalti;
14. Valorizzare i sistemi di raccolta delle segnalazioni dei cittadini su speculazioni e
inosservanze delle regole;
15. Semplificare e migliorare le procedure di informazione e partecipazione previste
nelle Valutazioni d’impatto ambientale, per nuove opere, sia pubbliche che private.
Aiuti alle imprese
16. Escludere da qualsiasi beneficio le imprese oggetto di procedimenti penali per
reati gravi (associazione a delinquere di stampo mafioso, corruzione, frode, delitti
ambientali etc.) e quelle che pagano le imposte nei paradisi fiscali, pur operando in
Italia.
17. Introdurre l’autocertificazione obbligatoria per le imprese beneficiarie circa
l’assenza di motivi ostativi alla concessione dei benefici previsti;
18. Prevedere la tracciabilità dei flussi di risorse finanziarie destinate alle imprese e
del loro utilizzo coerente, con l’indicazione conti correnti dedicati e l’assegnazione di un
codice identificativo.