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Perché le giornaliste non hanno il “Quarto potere”

 

Tutti i numeri della professione: quante siamo, quanto contiamo. E quanto guadagniamo… Il contributo di GiULiA al documento delle associazioni di donne per Pechino + 25.

Il prossimo marzo nella sede delle Nazioni Unite a New York, la celebrazione della Conferenza di Pechino a 25 anni di distanza, con la valutazione di quanto è stato fatto nei diversi Paesi. Il nostro governo brilla per assenza, come abbiamo raccontato nella interessante analisi di Daniela Colombo. Ma a muoversi ora sono le associazioni di donne (da Pangea, a Udi, a Be Free a tante altre), che hanno preparato una contro-relazione. E alla quale ha collaborato anche GiULiA con un approfondimento sul tema Donne e media, analizzando la professione al femminile. Eccolo:

Obiettivo stralegico J.1: Accrescere la partecipazione delle donne e permettere loro di esprimersi e di accedere ai processi decisionali nei media e nelle nuove tecniche di comunicazione

La presenza delle donne nei media italiana è massiccia, sfiora il 40%. I dati dell’Ordine dei giornalisti, secondo il rilevamento di genere più recente (settembre 2018), raccontano che, su una platea di oltre 100mila giornalisti iscritti, le donne sotto i 35 anni rappresentano il 46,39%, tra i 35 e i 64 anni – cioè la parte più numerosa della categoria – sono poco sopra il 43%, mentre oltre i 64 anni il dato della presenza femminile crolla al 20,11%.  Nella realtà professionale, tuttavia, i giornalisti effettivamente al lavoro sono circa 15mila con un contratto nei giornali e circa 15mila free lance, ma le percentuali uomo/donna sono le stesse (41% di donne in redazione, 44% tra i free lance).

Questi dati anagrafici confermano comunque come la svolta nella presenza femminile nei giornali sia avvenuta nella seconda metà degli anni Settanta del secolo scorso, con l’avvento e il proliferare delle prime “radio libere” e “tv libere”, terreno di sperimentazione con alta percentuale di partecipazione delle donne, e un deciso ingresso nelle testate tradizionali. Nei decenni precedenti la presenza femminile era residuale… Continua su giuliagiornaliste

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