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Per questo cantano “Bella ciao”

 

Una rivolta morale e corale. E’ questo il messaggio che leggo nelle piazze affollate dalle “Sardine”. Contro la prepotenza e l’odio scatenati dal populismo mediatico, una tranquilla rivolta morale e corale che dal basso riporti un sereno confronto democratico nella vita sociale degli italiani e al centro della politica i principi guida della nostra Costituzione.

L’ho scritto altre volte, non avremo nessun rinnovamento se non cambia anche il modo di concepire e fare politica attiva nel nostro Paese. Dopo l’esito catastrofico dei leaderismi  da Berlusconi ad oggi  fa specie vedere  tanti colleghi giornalisti e conduttori di talk show accanirsi nella sterile ricerca di nuovi divi della politica. Poi non lamentiamoci se, come dice proprio oggi il rapporto del Censis, il 49 per cento degli italiani “è attratto dall’uomo forte”.

Anche l’informazione spettacolo dovrebbe avere un limite. E invece ecco in queste serate televisive il trentenne Mattia Santori, uno degli ideatori del movimento, sollecitato, quasi pressato a “rivelare” al pubblico il suo e il loro orientamento politico su Mes, manovra di bilancio o riforma della giustizia. “Non è il mio lavoro”, risponde lui sorridendo. “Ma allora non siete nulla, state solo imbrogliando la gente”, replica il direttore del Giornale, Sallusti (e non solo lui).

Non sono niente, loro come i giovani mobilitati da Greta. Non sono nulla se vogliono solamente restituire fiducia nella partecipazione democratica e nell’impegno solidale per affrontare le grandi crisi globali e ambientali come quelle locali, sottraendo le sorti dell’umanità alla schiavitù dei mercati finanziari e di un modello di sviluppo e di consumo decisamente fallimentare. Non sono nulla se dicono basta con la navigazione a vista di leader gonfiati dall’ambizione e dalla propaganda dei media, sempre alla ricerca di nemici e di capri espiatori. Non sono niente se il loro messaggio è: meglio ponti che muri, meglio uniti che divisi, meglio ingenui che “furbetti”,  meglio il dialogo che l’odio, meglio l’ascolto del rifiuto, meglio il rispetto e il confronto che il sarcasmo e il disprezzo della diversità.

Vero, non sono in piazza per far politica, ammesso e non concesso che quella in corso possa considerarsi tale. Non fanno politica, ma rappresentano i migliori anticorpi al razzismo e al fascismo che occhieggiano dietro l’angolo della nostra storia. Per questo cantano “Bella Ciao”.

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