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Mariele Ventre e un’altra idea d’Italia

 

Con profonda sorpresa di quanti continuano a straziare la società con la loro propaganda cattivista, la fiction andata in onda domenica scorsa su Raiuno, dedicata a Mariele Ventre, inventrice del coro dell’Antoniano e motore di quella meraviglia che è tuttora lo Zecchino d’Oro, ha avuto un successo straordinario. Il che mi induce a riflettere su quanto la nostra classe politica, sia detto senza populismi di sorta, sia lontana anni luce dal comune sentire dell’opinione pubblica. Perché è vero che siamo al cospetto di una regressione morale senza precedenti, è vero che dilaga ovunque una destra pericolosa e arrembante, è vero che si apprendono ogni giorno notizie che fanno accapponare la pelle, è vero tutto questo, ma è altrettanto vero che esiste anche un’altra Italia, un’altra Europa, un’altra idea di mondo. Esiste un’Italia bella, pulita, gentile, un’Italia che, senza retorica, abbraccia e si prende cura degli ultimi e dei deboli, un’Italia in cui i bambini in difficoltà, anziché essere bocciati e abbandonati a se stessi, vengono presi per mano e messi nelle condizioni di esprimere comunque le proprie potenzialità. E quando la bravissima Matilda De Angelis (la Ventre nella fiction) afferma che la particolarità del coro dell’Antoniano sarebbe stata il rifiuto di ogni forma di competizione, di classismo e di discriminazione sociale, ecco che improvvisamente si sciolgono come neve al sole la squallida propaganda meritocratica, il liberismo applicato alle aule scolastiche, l’individualismo escludente, la competizione sfrenata fra gli esseri umani che produce danni ovunque ma a scuola mette a repentaglio il processo stesso di crescita e apprendimento degli alunni.

Mariele Ventre, al pari di Alberto Manzi, di don Milani e dei maestri di strada di cui si parla troppo poco, soprattutto per ciò che la loro azione missionaria significa, in positivo, per aree del Paese nelle quali senza di loro la criminalità organizzata avrebbe già vinto, è un modello che la stessa sinistra ha accantonato per decenni.

La sinistra della cattiveria, dell’esaltazione delle bocciature, del trionfo dei primi della classe, dell’abbandono delle periferie, delle persone fragili, degli ultimi, una sinistra pericolosa e inutile che si è rivelata, almeno per quanto concerne la scuola, forse addirittura peggiore della destra: a questo abbiamo assistito da quando i principali alfieri di questa parte politica hanno cominciato a vergognarsi della loro storia e della visione del mondo che un tempo li rendeva un punto di riferimento per milioni di cittadini.

Mariele Ventre, al contrario, è l’icona dell’accoglienza e del rispetto, della bontà e delle opportunità offerte a tutti, approfittando della magia della musica per appianare le disuguaglianze di una società che anche quando nacque il coro dell’Antoniano, nei primi anni Sessanta, erano brucianti.

Ci ha lasciato ventiquattro anni fa a causa di un tumore al seno, e non finiremo mai di ringraziare Eleonora Andreatta e il gruppo di Rai Fiction per averla riscoperta e raccontata con i toni giusti, la dovuta sobrietà e uno sguardo rivolto al futuro.

Mariele Ventre e Lo Zecchino d’Oro: quando ancora non si irrideva il sorriso sincero delle persone perbene.

P.S. Addio a Remo Bodei, Maria Pia Fanfani e Fred Bongusto, protagonisti, ciascuno nel proprio ambito, di un’Italia che non merita di essere consegnata all’oblio.

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