Sei qui:  / Blog / Quell’antimafia tanto folk (e bugiarda)

Quell’antimafia tanto folk (e bugiarda)

 

6

  MONTANTE, all’esito di quanto fin qui ricostruito, non appare ergersi quale paladino dell’antimafia, come i suoi difensori lo hanno definito, a meno che della parola “antimafia” non voglia ammettersi, con licenza di deragliamento semantico, un uso un po’ “folk”, nel quale sia sufficiente accusare taluno – magari un avversario o un competitore – di appartenenza alla mafia per autocelebrarsi quale esponente dell’antimafia.
In senso contrario, è sterile la menzione difensiva dei diversi atti intimidatori denuncianti da MONTANTE a far data dal 2004 (per una rassegna completa delle denunce, cfr. annotazione n. 1709 del 26 giugno 2015 della squadra mobile di Caltanissetta), e ciò sia perché i collaboratori Pietro RIGGIO e Dario DI FRANCESCO ne disconoscono la matrice mafiosa, sia perché è la stessa condotta serbata da MONTANTE, dopo la denuncia delle presunte minacce, ad apparire logicamente inconciliabile con la loro veridicità storica.
MONTANTE, infatti, benché in data 5 marzo 2015 avesse ottenuto l’innalzamento sino al terzo livello rafforzato del dispositivo di protezione, violava in maniera sistematica i protocolli di sicurezza, tanto da suscitare il richiamo del prefetto (cfr. nota del 20 luglio 2015 in atti; cfr. annotazione relazione di servizio redatta da appartenenti alla squadra mobile di Caltanissetta in data 4 marzo 2016, da cui si evince la commissione di trentuno violazioni nel periodo compreso tra il 7 giugno 2015 e il 2 febbraio 2016).
Volendo pure prescindere dalla significatività di tale dato formale, che potrebbe spiegarsi anche in chiave di umana rivendicazione di spazi di riservatezza o di libertà con uscite non programmate e non suscettibili, proprio perché imprevedibili, di degenerazioni attentatorie, impressionano davvero le considerazioni dei collaboratori di giustizia circa la estraneità delle presunte intimidazioni a contesti mafiosi.
Di seguito le dichiarazioni rese da Pietro RIGGIO in data 23 settembre 2008, che si contraddistinguono per un’analisi ragionata delle dinamiche mafiose e per la ritenuta inverosimiglianza della scelta della mafia nissena di colpire personaggi dell’importanza di MONTANTE:

Verbale di interrogatorio di Pietro RIGGIO del 23 settembre 2008… Continua su mafie

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con (*).

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.