Se il sindaco non gradisce Saviano e Zerocalcare

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Pierluigi Biondi, un passato da attivista di CasaPound (sì, l’associazione appena cancellata da Facebook per i messaggi razzisti e discriminatori che diffondeva) e un presente in Fratelli d’Italia, non vuole voci “troppo di sinistra” nella sua città, L’Aquila. O, se proprio deve ospitarle, allora vuole un bilanciamento con voci contrapposte, tipo di centrodestra o proprio di destra, come se fosse in atto la campagna elettorale nei contenitori della tv pubblica. Sia come sia, il primo cittadino del capoluogo abruzzese ha proposto di escludere dal Festival degli Incontri, che comincerà a breve, lo scrittore Roberto Saviano e il disegnatore Zerocalcare, a meno che la direttrice artistica, Silvia Barbagallo non si impegnerà a “bilanciare” la presenza di due ospiti così di sinistra con altri che si collochino un po’ più a destra. Biondi ha stilato una sorta di lista di proscrizione senza neppure essersene reso conto, o forse sì, ed è palese il tentativo di condizionare le scelte culturali di un’organismo indipendente che, peraltro, organizza l’iniziativa culturale con fondi del Mibac. E’ stata la stessa Barbagallo a denunciare pubblicamente quanto sta accadendo. “A poche settimane dall’inaugurazione, il sindaco de L’Aquila, Pierluigi Biondi, si fa vivo manifestando l’intenzione di voler condizionare il supporto operativo del Comune proponendo l’esclusione di alcuni ospiti a lui sgraditi, tra questi Roberto Saviano e Zerocalcare, chiedendomi un bilanciamento politico del programma, con nomi a lui graditi, esercitando così di fatto una censura politica sugli indirizzi culturali. È il segno di una visione autoritaria del rapporto tra la politica e la cultura, un’invasione di campo della politica che mette bocca dove non dovrebbe, la scelta degli ospiti e dei contenuti, per una manifestazione interamente finanziata dal ministero dei Beni culturali”. Il finanziamento del Ministero è pari a 700mila euro e naturalmente sostiene il progetto senza entrare nel merito delle scelte dell’organizzazione del festival che è gestito dall’Istituzione Sinfonica Abruzzese. Peraltro la manifestazione del 2019 cade nel decennale del terremoto che ha gravemente danneggiato L’Aquila, una delle più belle città d’Italia. Biondi, dal canto suo, in questi giorni, ha replicato sostenendo che poiché “i soldi per il decennale del terremoto li gestisce il Comune, che poi li eroga all’Istituzione Sinfonica, il programma degli eventi deve essere concordato, cosa peraltro sottoscritta nel verbale del comitato di indirizzo sottoscritto anche dalla Barbagallo. Il minimo sindacale è che questa signora, che non ho ancora avuto modo di conoscere, si sieda con me e ragioni sugli eventi: voglio un calendario plurale e inclusivo”. L’equazione è chiara: se ti pago inviti chi dico io. Indietro tutta sull’indipendenza delle iniziative culturali rispetto al Governo centrale e a quello dei territori. Certamente Biondi è già passato alla storia di quest’anno per il punto segnato “a favore” del ritorno alla censura.

(foto Il Centro.it)


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