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Scacco al clan in provincia di Lecce

 

La Sacra Corona Unita subisce un altro duro colpo, inferto dai carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale e del comando provinciale di Lecce. Ventidue ordinanze di custodia cautelare in carcere, la maggior parte delle quali eseguite nel piccolo comune di Carmiano, pochi chilometri a nord del capoluogo, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi, estorsione e danneggiamento, con l’aggravante del metodo mafioso.

Incensurati e donne, nella fitta rete di rapporti e contatti, così come ricostruito dall’autorità inquirente in mesi e mesi di indagini, come anche ordini chiari e dettagliati partiti dal carcere e collegamenti con la Campania e gruppi criminali operanti in quella regione, a conferma di nuovi sodalizi tra le mafie di territori diversi.

Questo il quadro che emerge, a conferma che la criminalità organizzata è ben radicata sul territorio, comanda e fa seguito.

I provvedimenti scaturiscono da un’attività investigativa del R.O.S. e sviluppata sulle articolazioni del Clan SCU “TORNESE” di Monteroni di Lecce, che ha documentato l’operatività criminale del sodalizio mafioso facente capo a Nocera Fernando (già condannato per 416 bis), attivo prevalentemente nei comuni di Carmiano (LE), Veglie (LE), Novoli (LE), Leverano (LE) e Porto Cesareo (LE).

L’indagine ha permesso di documentare, per il periodo compreso tra novembre 2017 e luglio 2018, il ruolo di vertice rivestito da Nocera Fernando in seno all’organizzazione mafiosa della SCU riconducibile al clan Tornese, nell’ambito del quale è riconosciuto referente per i territori di Carmiano e dei comuni limitrofi. Ha inoltre fatto luce sull’inserimento nel sodalizio di nuove leve emergenti, quali i fratelli Conversano Davide e Conversano Matteo, giovani incensurati con ruoli di rilievo a stretto contatto con il capo Nocera.

Al riguardo, particolarmente significative sono state le conversazioni telefoniche e ambientali intercettate nei giorni successivi all’arresto di Nocera avvenuto il 18 gennaio 2018 in esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare in carcere con il quale, a seguito di una precedente attività investigativa della Guardia di Finanza di Napoli, gli era stato contestato l’approvvigionamento di oltre 40 Kg di hashish da un gruppo operante in San Giuseppe Vesuviano (Na). In quel periodo infatti si è assistito ad un riassetto del gruppo in cui, pur mantenendo Nocera il ruolo di leader indiscusso, la direzione delle attività delittuose sul territorio è passata materialmente ai fratelli Conversano Matteo e Davide, con il sostegno criminale del leccese Pellè Gabriele. Quest’ultimo, pregiudicato già condannato per associazione mafiosa quale affiliato al clan Cerfeda di Lecce è stato espressamente indicato dal Nocera nelle missive spedite dal carcere presso il quale lo stesso era detenuto e veicolate ai suoi adepti per il tramite di Cuna Giuliana, quale figura di riferimento nei rapporti con altri gruppi criminali. Le indagini hanno accertato peraltro che lo stesso capo clan ha impartito le proprie direttive nel corso dei colloqui in carcere, affidando alla moglie Comelli Livia il compito di riportarle ai propri affiliati e di mantenere i contatti con “i monteronesi”.

Il gruppo criminale destinatario del provvedimento cautelare ha manifestato dei connotati di estrema pericolosità, come dimostrano la disponibilità ed i riferimenti agli approvvigionamenti di armi (anche automatiche), munizioni e materiale esplodente, nonché la spiccata propensione alla realizzazione di attentati incendiari e dinamitardi per finalità estorsive e intimidatorie, finanche per meri dissidi personali.

 

LE INDAGINI

il 21 marzo 2018, i Carabinieri della Stazione di Carmiano hanno rinvenuto nell’abitazione di Conversano Matteo due pistole con matricola abrasa, un revolver cal.38 marca Smith&Wesson, una pistola semiautomatica marca Beretta cal.7.65 e un centinaio di munizioni e, parallelamente, le intercettazioni hanno messo in luce il tentativo da parte degli indagati di circoscrivere la conseguenze del fatto al fine di salvaguardare la leadership del sodalizio.

L’attività ha consentito di far luce su diversi episodi incendiari e dinamitardi, alcuni dei quali realizzati materialmente da Fella Marcello su mandato di Conversano Davide al fine di agevolare l’associazione mafiosa di appartenenza e di rafforzarne i poteri di intimidazione e controllo del territorio. Si tratta in particolare dell’esplosione di un ordigno artigianale di medio potenziale avvenuta l’11 febbraio 2018 nei pressi dell’abitazione di un pregiudicato di Carmiano, e dell’incendio il 19 marzo 2018 di due autovetture, una Fiat Punto e una Lancia Y, di proprietà di un assicuratore del posto.

Tra gli episodi contestati a Fella Marcello, l’attentato incendiario realizzato ad Arnesano il 5 maggio 2018 ai danni dell’autovettura Renault Megane di proprietà del comandante dei vigili urbani di quel Comune, seppur non realizzato per conto della compagine mafiosa di appartenenza.

Fonte primaria di realizzazione di guadagni illeciti da parte del gruppo è risultata l’attività di traffico e spaccio di stupefacenti, nell’ambito della quale il sodalizio retto da Nocera Fernando ha mantenuto rapporti con quello capeggiato da Politi Saulle operante su Monteroni di Lecce, già colpito da provvedimenti cautelari in occasione dell’operazione denominata “Labirinto” del ROS, eseguita nel mese di luglio dell’anno scorso.

In particolare, punto di contatto tra la consorteria oggetto d’indagine e quella capeggiata da Politi Saulle, entrambe federate al clan Tornese, sarebbe Tarantino Gabriele, arrestato nell’operazione Labirinto e recentemente condannato in primo grado – con rito abbreviato – alla pena di anni 10 di reclusione per associazione mafiosa e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, destinatario anche dell’odierno provvedimento cautelare.

Nel corso dell’indagine, servizi e controlli effettuati dai carabinieri dei comandi territoriali, hanno permesso di riscontrare le attività di traffico e spaccio di stupefacenti da parte degli indagati. Tra gli altri:

  • il 6 aprile 2018, i Carabinieri della Compagnia di Campi Salentina (LE), arrestavano in flagranza di reato a Novoli (Le), martenA Leandro Nico, trovato in possesso di gr. 9,71 cocaina, gr. 25 di marijuana, n.2 piante di marijuana ed una piccola serra allestita per la coltivazione delle piante;
  • il 12 maggio 2018 i Carabinieri della stazione di Carmiano rinvenivano 15 grammi di cocaina, suddivisi in dosi, un bilancino di precisione, materiale vario per il confezionamento ed un’ingente somma di denaro ritenuta provento dell’attività di spaccio nella disponibilità di Garofalo Stefano, che veniva pertanto tratto in arresto;
  • il 9 giugno 2018, sempre a Carmiano, i Carabinieri della Compagnia di Campi Salentina arrestavano Spagnolo Fabio, trovato nella disponibilità di 430 grammi di hashish, oltre a materiale per il confezionamento dello stupefacente.

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