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Caso Priebke, lo Stato chiede a Pacifici e Vecellio il rimborso delle spese processuali. Il 1° ottobre conferenza stampa in Fnsi

 
«È una vicenda assurda e kafkiana, resa ancora più odiosa nel caso specifico», commenta il giornalista del Tg2. Assieme a lui ne parlerà il presidente Giuseppe Giulietti. Appuntamento alle 15 nella sede del sindacato.
Querelati dal nazista Erich Priebke, vengono assolti in ogni grado di giudizio, ma lo Stato chiede loro il rimborso delle spesse processuali. È successo al giornalista del Tg2 Valter Vecellio e all’allora presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, che nel 1996 furono querelati dall’ex SS con l’accusa di essere i mandanti del suo sequestro di persona.
L’ipotizzato sequestro è stato ritenuto manifestamente infondato, Pacifici e Vecellio sono stati definitivamente assolti e Priebke condannato al risarcimento dei danni e al pagamento delle spese processuali. Ma essendo Priebke risultato nullatenente lo Stato italiano chiede a Pacifici e a Vecellio di rimborsare le spese.
«È una vicenda assurda e kafkiana, resa ancora più odiosa nel caso specifico: un criminale nazista si dichiara vittima di un reato giudicato inesistente, si riconosce che due cittadini sono stati ingiustamente chiamati in giudizio e si sono dovuti difendere per qualcosa che non hanno fatto; per beffa e oltraggio, uno Stato che non ha saputo farsi rimborsare chiede loro di pagare al posto del condannato», commenta Vecellio.
Assieme a lui, martedì 1° ottobre, parlerà di questa vicenda il presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana, Giuseppe Giulietti, nel corso di una conferenza stampa convocata alle 15 nella sede della Fnsi.

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