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La lunga vita di Valeria Valeri

 

Scomparsa a Roma a 97 anni- La volitiva, inarrestabile carriera di un’ attrice prismatica, emaptica e dotata di diverse corde espressive

Valeria Valeri, grande ed eclettica attrice di prosa, televisione e (un po’ meno, ingiustamente) di cinema si è spenta a Roma, all’età di 97 anni. E’ stata  fra le più rilevanti, apprezzate, antidive interpreti:  brillanti sia a teatro e sia in anni più recenti , comprese molte fiction tv per cui valga un il  titolo più celebre, “Un Medico in Famiglia”.

Valeria Valeri, pseudonimo di Valeria Tulli, era nata a Roma l’8 dicembre 1921 e sin dalla metà degli anni Quaranta ha calcato ininterrottamente il palcoscenico, diventando una delle presenze storiche del teatro italiano del dopoguerra. Tanti i sodalizi celebri con Alberto Lupo nel ’63-’64 e soprattutto tra la fine degli anni 60 e i primi anni 70 con Alberto Lionello con cui recita in tante commedie brillanti. E’ stata in teatro in coppia con Gino Bramieri e negli anni 80 con Paolo Ferrari.

A 22 anni,  mentre Valeria “indecisa sul da farsi” segue corsi di recitazione tenuti da Elsa Merlini, partecipa a un concorso per annunciatrice radiofonica indetto dalla Rai, classificandosi al 2° posto. Rinuncia però a entrare alla radio, dopo il saggio di diploma tenuto, e intraprende la carriera teatrale sin dalla stagione 1948-1949, nella Compagnia di Laura Carli, esordendo a Forlì, nello spettacolo “Caldo e freddo” di Fernand Crommelynck. A partire dalla stagione 1950-1951 recita con Gino Cervi e Andreina Pagnani e dalla stagione 1955-1956 entra a far parte della Compagnia del Teatro Stabile di Genova. Nel 1958 avviene la svolta decisiva della sua vita, sia professionale sia personale: entra a far parte della celebre Compagnia Attori Associati, accanto a Ivo Garrani, Giancarlo Sbragia e con Enrico Maria Salerno; insieme con quest’ultimo (che sarà, non senza peripezie, suo compagno di vita, da cui è nata la figlia Chiara, ottima doppiatrice) la Valeri  ottiene i primi grandi consensi, ad iniziare da  “Sacco e Vanzetti” del 1960.

Nella stagione 1963-1964 recita insieme ad Alberto Lupo (in quel periodo popolarissimo) tornando allo Stabile di Genova. Ed è  tra la fine degli anni 60 e i primi anni 70 che l’attrice conosce i maggiori successi (anche in coppia con Alberto Lionello) con le  commedie di repertorio “Occupati di Amelia!” di Georges Feydeau e “L’anatra all’arancia” di William Douglas-Home. Nella stagione 1977-1978 recita con Gino Bramieri e Paola Tedesco nella commedia di Italo Terzoli ed Enrico Vaime “Anche i bancari hanno un’anima” – cimentandosi poi in fondamentali testi goldoniani da  “La vedova scaltra” a “Il Campiello”, da “La Bottega del caffè” a “Una delle ultime sere di Carnovale

Dalla stagione 1981-1982, poi, la Valeri è fautrice di un altro (sapidissimo) sodalizio artistico: questa volta con Paolo Ferrari.  Nota non secondaria:  vent’anni dalla loro prima interpretazione, nel gennaio 2012, la coppia  di interpreti tornerà ad interpretare la commedia “Gin Game”, in un nuovo allestimento diretto da Francesco Macedonio. Sempre nel  2012, l’attrice è in scena al Teatro Ghione di Roma nell’apprezzata esperienza de “L’isola che non c’è”, scritto e diretto da Guido Governale e Veruska Rossi. Accanto a lei i Piccoli per Caso, la prima Compagnia in Italia di bambini professionisti, giovanissimi talenti tra i 10 e i 15 anni. Dopo un incidente occorsole all’inizio del 2015, a dicembre dello steso anno torna nuovamente in teatro con “Love letters”, che la vede protagonista fino a maggio 2016.

Da doppiatrice, Valeria Valeri ha prestato la voce a Natalie Wood in “La grande corsa”, ad  Ellen Burstyn in “Alice non abita più qui”, a Maggie Smith in “Invito a cena con delitto”, a Diana Douglas in “Vizio di famiglia”  Doppia anche alcune attrici straniere che recitano in film italiani, come Betsy Blair ne “I delfini” di Francesco Maselli (1960), Martine Carol in “Vanina Vanini” di Roberto Rossellini (1961), Marina Vlady in “Una storia moderna – L’ape regina” di Marco Ferreri (1962) e Margaret Lee in “2 samurai per 100 geishe” di Giorgio Simonelli (1964).

Quanto al piccolo schermo, sarà ricordata principalmente per i due ruoli che la resero molto popolare negli anni 60, non a caso entrambi riguardanti madri apprensive e ansiose: la signora Stoppani, madre dell’inquieto Giannino Stoppani (Rita Pavone) nello sceneggiato musicale “Il giornalino di Gian Burrasca” diretto nel 1964 da Lina Wertmüller -dove recitò accanto al grande teatrale Ivo Garrani che assolveva al ruolo dell’irascibile padre- E poi, nel biennio 1968-1969 con le due serie di telefilm “La famiglia Benvenuti” dirette da Alfredo Giannetti, di nuovo accanto a Enrico Maria Salerno, dove è la madre di un ragazzino che affronta svariate ‘alternanze’  familiari, dopo aver improvvisamente cambiato abitazione e amicizie.

In televisione l’attrice tornerà, insieme con il compagno di vita, nel film “Disperatamente Giulia” (1990), tratto dal best seller di Sveva Casati Modignani e diretto dallo stesso Salerno. E successivamente, nel 2001, parteciperà alla serie “Compagni di scuola diretta” da Tiziana Aristarco e Claudio Norza e alla soap-opera italiana per antonomasia “Un posto al sole”, nel ruolo di Agnese Cozzolino, madre di Giulia Poggi. Successivamente riceverà  consensi  con altri due telefilm di media caratura, “La Tassista” diretta da José Maria Sànchez nel 2004 (dove “è”   madre critico-trepidante di Stefania Sandrelli,  accanto ad Andrea Giordana e Riccardo Garrone) e infine nel ruolo di una nonna, intraprendente investigatrice, in “Una famiglia in giallo” diretta da Alberto Simone nel 2005, con Giulio Scarpati e Milena Miconi, che ricalca,  in sobria misura,  la fortunata serie statunitense di telefilm “La signora in giallo” con Angela Lansbury. Il medesimo personaggio ricomparirà nella serie “Il commissario Manara” del 2009 e 2011.

Nel 2008 aveva inoltre preso parte,  al fianco dei ragazzi di Amici di Maria De Filippi, al musical “Portamitanterose.it”

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