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Lo sport come veicolo di aggregazione ed inclusione sociale

 

E’ ben noto ai più il ruolo che lo sport riveste nelle società dell’opulenza, e non solo. Oltre ad essere uno strumento di prevenzione contro le più diverse patologie e fonte di benessere psicofisico, esso svolge, altresì, un ruolo chiave nella crescita di ciascun individuo, e, ancor di più,  rappresenta un potenziale strumento di integrazione e di inclusione sociale.

Un più ampio accesso allo sport può favorire lo sviluppo di una società più giusta.

L’occasione per ricordare queste semplici ma efficaci considerazioni ci è stata offerta dall’ultima edizione, la 76esima, degli Internazionali BNL d’Italia di Tennis, conclusasi lo scorso 19 maggio con la vittoria del tennista spagnolo Rafael Nadal-Parera, detto Rafa (classe 1986), nel torneo maschile, e della tennista ceca Karolina PlisKova (classe 1992), in quello femminile.

Un’edizione questa che verrà ricordata per essere stata la più partecipata, con 223.455 spettatori uniti in un afflato comune: l’amore verso lo sport.

Una manifestazione, dunque, che, pur non disconoscendo il valore delle critiche piovute sull’ organizzazione del torneo da parte del pubblico e da parte di alcuni atleti – che si spera possano servire da pungolo per migliorare le edizioni future – resta pur sempre una festa dello sport e dell’aggregazione sociale perfettamente riuscita.

Degna di nota, in questa prospettiva, l’iniziativa, assunta a latere della manifestazione sportiva, organizzata da IBSA Farmaceutici Italia, dal titolo “La salute del tennista”, in cui alcuni tra i più importanti esperti ortopedici – Giovanni Di Giacomo (Chirurgo ortopedico, responsabile della manifestazione), Angel Ruiz-Cotorro (responsabile medico della Federazione spagnola di tennis, nonché medico personale del vincitore del torneo Rafa Nadal), Ezio Adriani (Responsabile del centro Traumatologia dello Sport e Chirurgia del Ginocchio – “Policlinico Gemelli” di Roma), Francesco Allegra (Chirurgo ortopedico Specialista in Chirurgia Articolare – “Università La Sapienza” di Roma) – si sono confrontati sulle maggiori patologie che affliggono il tennista (schiena, spalla, gomito, caviglia e ginocchio), professionista e non, offrendo, tra l’altro, utilissimi consigli medici per prevenirle.

Tutti i relatori hanno concordato nel sostenere che: “All’ insorgenza del problema è importante rivolgersi al medico specialista di medicina sportiva o ortopedico. Comprenderne quanto prima la causa e impostare la corretta terapia consente di non rinunciare alla passione sportiva, preservando la salute della propria struttura muscolo-scheletrica”.

L’incontro ha visto anche la partecipazione di Giorgio Galimberti, ex giocatore ATP e nazionale di Coppa Davis, che ha portato la sua esperienza.

Insomma, un Torneo che ha inteso coniugare il gesto sportivo, quale strumento di aggregazione, alla conoscenza delle soluzioni più innovative in termini di prevenzione e di cura delle patologie che possono affliggere anche il tennista in erba.

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