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Il ricordo di Peppino Impastato non è uno show politico. Ecco perché i Cinque Stelle sono stati allontanati

 

Il ricordo di Peppino Impastato non può essere il pretesto per uno show politico e forse chi partecipa non dovrebbe andare con telecamere al seguito al fine di farsi pubblicità nel giorno in cui si celebra la memoria di una giovane vittima di un omicidio di mafia. Per questo gli organizzatori di quella giornata vogliono precisare quali sono stati i veri motivi dell’allontanamento di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle. Riportiamo volentieri e condividiamo il pensiero di Giovanni Impastato, Umberto Santino e carlo Bommarito.
“Riguardo a quello che è stato scritto da vari organi di stampa relativamente all’esclusione di alcuni rappresentati dei Cinque Stelle dalle iniziative in commemorazione dell’assassinio mafioso di Peppino Impastato, il Centro Impastato di Palermo , Casa Memoria “Felicia e Peppino Impastato” di Cinisi e l’Associazione culturale “Peppino Impastato” di Cinisi-Terrasini desiderano precisare quanto segue:
i rappresentanti dei “grillini” si sono presentati, prima al casolare dove Peppino è stato ucciso o tramortito, poi al cimitero dove è sepolto e infine al corteo, con le telecamere, con evidente intento speculativo a fini elettorali.
Le dichiarazioni di rappresentanti di quel “movimento” secondo cui la lotta antimafia “non deve avere colore politico” sono molto lontane dal nostro modo di intendere la mafia e l’antimafia. Per noi il rapporto tra mafia, politica e settori delle istituzioni è costitutivo del fenomeno mafioso e l’antimafia deve essere una scelta di campo, con una indispensabile coerenza tra quello che si dice e quello che si fa nella vita quotidiana e all’interno delle istituzioni. E non può essere disgiunta da una presa di distanza radicale da ogni forma di fascismo e di razzismo.
I cinque Stelle hanno unito il loro qualunquismo con il nazionalismo e la xenofobia della Lega, il cui capo ostenta continuamente linguaggio e posizioni inequivocabilmente fascisteggianti e l’ultima provocazione, con la pubblicazione della sua autoesaltazione con una casa editrice dichiaratamente fascista, è intollerabile. Cosa si aspetta per mettere fuori legge, come vuole la Costituzione, tutti i gruppi che si autodefiniscono e sono fascisti? Se non si applica la Costituzione e non si mettono in campo politiche alternative alla deriva autoritaria che è in atto non solo in Italia, sarà la resa della democrazia.
Ci spiace per Piera Aiello, come abbiamo precisato, ma le sue scelte politiche e la mancanza di qualsiasi presa di posizione nei confronti di scelte governative o di Salvini, il vero capo di un governo partorito da un ridicolo contratto privato, sono atti in piena contraddizione con le idee e le pratiche che caratterizzavano l’impegno di Peppino Impastato e danno senso alla nostra attività.
Una delle iniziative più significative dei giorni dedicati a Peppino e alla manifestazione nazionale contro la mafia di 40 anni fa, è stato l’incontro con Mimmo Lucano, vittima di una intollerabile persecuzione, tutta politica, per smantellare, con motivazioni ridicole, un’esperienza di ricostruzione di una comunità fondata sulla convivenza tra i vecchi cittadini di Riace e i nuovi cittadini, in nome di una comune umanità. Un mondo sempre più disumano non può tollerare chi opera per creare un altro modo di essere e di vivere.
I grillini sono corresponsabili di questi atti persecutori, che si inseriscono in una strategia che condanna a morte o all’emarginazione centinaia di migliaia di persone che fuggono dalle guerre, dalla miseria e dai disastri ambientali, prodotti da un sistema che vuole perpetuarsi erigendo muri e fili spinati.
Per queste ragioni ci siamo opposti a un show che squalifica chi voleva metterlo in atto”.

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