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Corrado ridà la luce. Concordato da abolire?

 

Elettricista, elemosiniere, cardinale. Konrad Krajewski, meglio conosciuto come “Corrado” tra i diseredati romani, è un cardinale dai modi e dalle decisioni spicce. La sera di sabato 11 maggio si è calato sottoterra nella botola di una cabina elettrica, ha rotto i sigilli e ha ripristinato la luce in uno stabile occupato a Roma. Così oltre 400 abusivi (extracomunitari e non) hanno riottenuto la corrente elettrica e l’acqua calda dopo diversi giorni di pesanti privazioni. L’azienda elettrica aveva staccato la corrente perché da anni non sono state pagate le bollette e il conto è diventato astronomico: 300 mila euro di debiti non pagati.

Konrad Krajewski, 55 anni, polacco, non è una persona qualsiasi: è un cardinale di Santa Romana Chiesa ed elemosiniere di Sua Santità. Si è assunto la piena responsabilità dell’azione da commando pro poveri. Ha sottolineato all’Ansa: “Sono intervenuto personalmente per riattaccare i contatori. E’ stato un gesto disperato. C’erano 400 persone senza corrente, con famiglie, bambini, senza neanche la possibilità di far funzionare i frigoriferi”. Ha aggiunto: “Non l’ho fatto perché sono ubriaco”.

Konrad Krajewski è un porporato singolare, fuori da tutti gli schemi. E’ un ex elettricista amico di Papa Francesco. Ha guidato personalmente la macchina carica di aiuti (alimenti e abiti) per gli occupanti del palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme. Nello stesso modo si prodiga per soccorrere il popolo dei derelitti senza casa che affolla il colonnato di San Pietro. “Corrado” ha creato un dormitorio in Vaticano e una barberia. Ha ceduto la sua abitazione a una famiglia di sfollati siriani. Si impegna in mille missioni di aiuto ai diseredati in città, fuori Roma e anche all’estero (da poco è tornato da un viaggio in Grecia per aiutare i migranti provenienti dal Medio Oriente).

L’elemosineria apostolica è l’ufficio della Santa Sede che ha il compito di esercitare la carità in nome del Papa. Esiste dal 1200 ma è stato Papa Bergoglio a potenziarlo con un compito di solidarietà sociale ed umana. Nel 2013, dopo la sua elezione a pontefice, ha nominato elemosiniere Konrad Krajewski e successivamente, caso senza precedenti, gli ha consesso la porpora cardinalizia. “Corrado” ha accolto con entusiasmo l’incarico di elemosiniere: distribuisce personalmente panini e coperte; d’estate porta al mare i miseri. E’ diventato un mito per tutti i poveri e gli emarginati. La sua missione è di aiutare i disperati del mondo senza distinzioni religiose, etniche e di nazionalità.  E’ il credo lasciato da Gesù Cristo a San Pietro e alla Chiesa oltre duemila anni fa.

Però un conto è fare del bene, un altro è l’illegalità. Un conto è essere un sacerdote, anzi un cardinale, della Chiesa Cattolica, un altro è essere un funzionario delle istituzioni civili. La situazione abitativa a Roma è complicata, difficile. Molti edifici sono occupati da anni (da extracomunitari, cittadini comunitari e italiani) e in alcuni casi c’è la mano della criminalità. Nel caso degli abitanti dello stabile di via Santa Croce in Gerusalemme è compito prima di tutto del comune di Roma e della prefettura della capitale assistere e trovare una casa agli abusivi indigenti. La Chiesa, come sostenne lo stesso Gesù, si deve occupare della cura delle anime e di opere di carità. La distinzione dei ruoli tra Chiesa e Stato, dall’illuminismo, è una colonna della democrazia e della convivenza civile.

Il Vaticano e lo Stato Italiano sono due entità libere e sovrane nei rispettivi ambiti e competenze. Il Concordato, firmato nel 1929 e riconosciuto dalla Repubblica Italiana dopo la caduta del fascismo e della monarchia savoia, regola le rispettive competenze e funzioni. Un cardinale può anche far saltare i sigilli a un contatore elettrico, ma allora forse è meglio abolire il Concordato.

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