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L’Aquila, lettera di una mamma: nel crollo della Casa dello studente ho perso un figlio non l’amore

 

Mi chiamo Anna Maria Cialente e sono la mamma di Francesco Maria, morto insieme alla sua fidanzata Angela Antonia nel crollo della Casa dello Studente di L’Aquila.

Ho partecipato alla fiaccolata in memoria delle 309 vittime che ogni anno, da quel 6 aprile 2009, si svolge a L’Aquila per tenere alto il ricordo di ciò che è successo e per non spegnere i riflettori su una tragedia così grande che si è abbattuta su di noi aquilani, vittime di tante incomprensioni e di tanta superficialità.

Non è mia intenzione polemizzare in questa occasione, né lo farò in futuro, sperando solo che la giustizia faccia il suo corso positivamente.

Volevo ringraziare tutti gli Aquilani presenti quella sera alla fiaccolata, ho visto tanta partecipazione, tanta vicinanza e tanta comprensione, soprattutto volevo ringraziare tanti giovani presenti che guardavano commossi le foto dei loro coetanei che non hanno avuto la fortuna di vivere in pieno la loro vita fatta di sogni e di un futuro ricco di tante cose belle, sicure che conservavano gelosamente nei loro cuori, con la speranza di poterli realizzare.casa-studente-laquila-terremoto

Io voglio molto bene ai giovani di oggi, non solo perché in loro rivedo mio figlio, ma perché sono pieni di tanto entusiasmo, sono allegri , disinvolti, altruisti e soprattutto perché hanno la capacità di essere uniti fra loro, e di amare senza condizionamenti.

Dico a Francesco e ad Angela di proteggerli da lassù, di essere vicino a loro nei momenti difficili che si attraversano nella vita e di sorridergli con tanto affetto.

Alle 309 vittime rivolgo un pensiero di aiuto nei nostri confronti, a mio figlio e alla sua fidanzata dico di essere vicino a me, a suo padre, agli amici e a tutti i componenti della nostra famiglia che fortunatamente sono tanti.

E voglio citare brevemente ciò che ho fatto scrivere sul ricordino di mio figlio, un inno all’Amore che non finisce mai, l’ho trovato sotto la tenda lasciatomi da una suora. ……. “Io sono solo andato nella stanza accanto, datemi il nome che mi avete sempre dato, non abbiate un’aria solenne o triste, continuate a ridere di ciò che ci faceva ridere insieme, pregate per me, il filo non si è spezzato, io non sono lontano, sono dall’altro lato del cammino”.

Grazie di cuore a tutti.

Con affetto Anna Maria

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