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Il “luogo d’ascolto” di Pomigliano

 

di Salvatore Cantone

 nuovo associazione(1) E’ un’associazione al suo decimo anno di vita. Facciamo parte della Federazione Antiracket Italiana e alla cerimonia di insediamento con noi c’erano Tano Grasso, attuale presidente della FAI, l’allora Prefetto di Napoli Alessandro Pansa, il Questore di Napoli Puglisi, il Comandante Provinciale dei Carabinieri il generale Gaetano Maruccia, il sindaco di Pomigliano d’Arco Antonio Della Ratta e l’imprenditrice Silvana Fucito,  allora presidente del Coordinamento napoletano delle Associazioni antiracket.
Siamo partiti in 15 soci, attualmente ne siamo circa 40.
Da giugno 2010 l’associazione gestisce un appartamento confiscato alla camorra in Via Locatelli 3 a Pomigliano d’Arco, all’interno del quale si svolge l’attività di sportello di ascolto per le vittime di estorsione e usura, attività di formazione agli studenti.
Un “luogo fisico” in cui abbiamo concentrato tutte le nostre iniziative. Fin dal primo momento, abbiamo sentito come necessaria la formazione alla legalità nelle varie scuole cittadine e in alcune dei paesi limitrofi attraverso il progetto denominato “Legalità e Solidarietà” in memoria di Don Peppe Diana.
Sono attività che vengono svolte in sinergia con alcuni volontari, ex presidi ed ex insegnanti. Avere una sede significa essere strutturati con maggiore forza sul territorio, rappresentare un punto di riferimento per l’intera collettività di stimolo e di speranza per le persone che non vogliono soccombere alla legge del racket.  Significa avere una stabilità maggiore che ci consente di interagire con più forza in collaborazione con le forze dell’ordine, che non finirò mai di ringraziare per quanto hanno fatto fino ad ora con un sostegno non solo operativo, ma anche e soprattutto umano, con le istituzioni che si sono dimostrano sempre vicine e pronte a sostenerci, con la comunità parrocchiale che si è stretta con forza intorno a noi fin dall’inizio, col mondo ecclesiale, associativo e del volontariato, con tutti gli imprenditori, commercianti e cittadini che ci hanno dimostrato la loro vicinanza e solidarietà.
La nostra intenzione è di continuare sulla strada intrapresa, arricchirla, crescere insieme ad una comunità di persone che voglia essere sempre più consapevole e responsabile. Vogliamo partecipare attivamente al radicamento diffuso di un’etica condivisa di legalità e rispetto reciproco. Siamo nati tra mille difficoltà, siamo passati attraverso un percorso che non è stato sempre facile, ma ci siamo impegnati tutti con tenacia, e con il passare del tempo ci siamo accorti che le nostre iniziative, il nostro lavoro quotidiano attiravano sempre più persone che avevano la necessità di un punto di riferimento per uscire dalla propria solitudine.
Abbiamo bisogno di un Governo che sostenga la nostra lotta di riscatto con una presenza sempre più attiva ed incisiva che va dalla repressione alla prevenzione e che non disattenda la grossa richiesta di lavoro per le imprese ed i giovani, quest’ultimi sempre a rischio di essere assoldati dall’esercito della camorra. L’associazione antiracket che ha una sede non può più essere ignorata, anche il passante che getta un’occhiata distratta e che magari pensa che certe questioni sono lontane, non potrà ignorare l’esistenza di un problema che invece, e dico purtroppo, è fin troppo vicino. Non abbiamo traguardi raggiunti ma solo nuovo punti di partenza con umiltà, con coraggio e determinazione per proseguire nel nostro lavoro in difesa della legalità, dei diritti civili, della libertà che è un diritto inviolabile di ognuno di noi.

Da mafie

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