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Parlami di te

 

Alain Wapler è un uomo incapace di fermarsi.  Il numero uno di un’ importante casa automobilistica è un uomo instancabile, inserito in un ingranaggio perfetto, nel quale non c’è spazio per l’uomo.  Sempre di corsa, tra una riunione e l’altra, un incarico accademico e una commissione d’esami, Alain non ha tempo per gli affetti e le distrazioni, neanche verso la figlia Julia, di fatto rimasta sola dopo la perdita della madre Catherine.

La sua vita frenetica non si arresta neanche di fronte ai primi, decisi, segnali di sovraffaticamento, concomitanti con il lancio di una nuova autovettura di sicuro successo, almeno nella sua visione. Ma, all’improvviso, un doppio ictus cerebrale, che gli procura un grave deficit cognitivo, a seguito del quale le parole pronunciate non riflettono in maniera corretta il pensiero (es: Buonanotte anziché Buongiorno) Alain è costretto a ricominciare daccapo e combattere per il proprio recupero linguistico. Ad aiutarlo nella riabilitazione l’appassionata ortofonista Jeanne – una donna a caccia della propria madre biologica – che sarà capace non soltanto a fargli riordinare le sillabe, ma gli consentirà di scoprire il ‘tempo della vita’. La situazione precipita quando Alain viene licenziato per gli scarsi risultati ottenuti, in termini di profitti sperati,  dal lancio della nuova ibrida. Il vuoto lasciato dal lavoro gli consente però di riflettere sulle cose importanti, riscoprendo, in tal modo, il rapporto con la figlia, nonché le piccole gioie del quotidiano.

Ispirato alla storia vera di Christian Streiff, ex CEO di Airbus e di PSA Peugeot Citroën, Un homme pressé – Parlami di te,  titolo italiano non particolarmente azzeccato, è la storia di una caduta e di una lenta ricostruzione. Una storia di redenzione attraverso la malattia che rende un uomo odioso una persona gentile e di riscoperta. Un tema poco originale, ma che vede alla prova dei grandi attori, in primis Fabrice Luchini in questo ruolo  ‘a corto di parole’. La commedia di Hervè Mimram, in uscita giovedì 21 febbraio con Bim Distribuzione non è esente da momenti tragici e stimola certamente qualche importante riflessione sull’esistenza.

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