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Osservatorio sull’azzardo, 3 anni di attività e tanto lavoro ancora da fare

 

Le attività sono “monopolizzate” dalla validazione dei progetti delle Regioni. Tra le proposte alcune indicazioni “per rendere le slot machine meno aggressive”, come spiega Matteo Iori del Conagga. Ma bisognerà attendere il 2020 per sapere se saranno adottate

 

BOLOGNA – A fine marzo 2016 l’avvio dell’attività dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave è stato giudicato un “passo importante atteso da tempo” e “una grande occasione”. A quasi 3 anni da quella data che cosa è stato fatto? Lo abbiamo chiesto a Matteo Iori, presidente del Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo e direttore del Centro Papa Giovanni XXIII di Reggio Emilia e membro dell’osservatorio ministeriale per il Coordinamento delle comunità di accoglienza. “Ci riuniamo più o meno ogni mese e mezzo e il grosso del lavoro è rappresentato dalla validazione dei progetti delle Regioni per contrastare il gioco d’azzardo, ma ci sono anche ordini del giorno per sollevare questioni particolari. Nell’ultima riunione, ad esempio, si è parlato anche di Fortmine”, spiega Iori. Oltre ai referenti istituzionali dei ministeri di Salute, Economia, Istruzione, del Dipartimento antidroga e Dipartimento della Gioventù, dell’Istituto superiore di sanità, Anci e Conferenza delle Regioni, dell’Osservatorio fanno parte anche nove “esperti” indicati da Age, Moige, Unione nazionale consumatori, Codacons, Federserd, Sitd, Alea, Cnca e Fict. Altra attività ha riguardato la realizzazione delle Linee guida sulla prevenzione, cura e riabilitazione da gioco patologico, “un documento che contiene le buone prassi per intervenire sull’azzardo”.

Una delle proposte dell’Osservatorio che potrebbe avere effetti concreti sulle nuove slot machine riguarda le indicazioni per “renderle meno aggressive”, afferma Iori. “Abbiamo sottoposto al ministero della Salute, che l’ha approvato, un documento in 10 punti che, a nostro parere, dovrebbero essere considerati nella costruzione delle nuove slot per una diminuzione del giocato come, ad esempio, un orologio sempre presente sullo schermo o l’inserimento di pause ogni 20 minuti – afferma –. Il documento è stato inviato al ministero dell’Economia che ha detto che ne terrà conto”. Per sapere se sarà così dovremo aspettare il 2020.

Iori sottolinea che “si potrebbe fare di più”ma ricorda anche che “l’Osservatorio è un tavolo di consultazione con cui si danno indicazioni al ministero della Salute, che può accoglierle o meno”. Nel caso delle scritte da inserire sui Grattaevinci, ad esempio, l’Osservatorio aveva proposto una serie di indicazioni, ma poi il ministero ha scelto di “scrivere solo che il gioco nuoce alla salute e di indicare il numero verde”.

I numeri dell’azzardo. Nel 2017 la spesa complessiva per il gioco fisico e telematico è stata di circa 19 miliardi di euro e l’Erario è risultato di circa 9,8 miliardi di euro. L’incidenza dell’Erario sullo speso è superiore al 51 per cento). Il giocato totale (fisico e telematico) è stato di 101,7 miliardi di euro, le vincite sono state pari a 82,7 miliardi di euro. Il giocato on line ammonta a 26,9 miliardi di euro, le vincite a circa 25,5 miliardi di euro, l’erario a 304,6 milioni di euro e la spesa a 1.380 milioni di euro (dati Agenzia delle dogane e dei monopoli – 2017). (lp)

 

Da redattoresociale

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