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Myanmar, confermata in appello la condanna di due giornalisti della Reuters

 

Wa Lone e Kyaw Soe Oo, due giornalisti birmani dell’agenzia Reuters, hanno perso anche in secondo grado e si sono visti confermare la condanna a sette anni di carcere. La corte d’appello ha dato dunque ragione alla leader Aung San Suu Kyi, la quale aveva vergognosamente affermato che il processo non aveva niente a che fare con la libertà di stampa.E invece di questo si è trattato.  Wa Lone e Kyaw Soe Oo hanno solo cercato di documentare la brutale repressione contro la minoranza rohingya, iniziata nell’agosto 2017 e che ha costretto oltre 700.000 persone a fuggire in Bangladesh.

Arrestati il 12 dicembre 2017 a Yangon dopo un invito-trappola a pranzo da parte di agenti di polizia terminato con la consegna di documenti riservati, Wa Lone e Kyaw Soe Oo erano stati accusati di “possesso di informazioni importanti e segrete del governo relative allo stato di Rakhine e alle forze di sicurezza con l’obiettivo di trasmetterle a un’agenzia all’estero” e condannati ai sensi della repressiva Legge sui segreti di stato, che prevede fino a 14 anni di carcere per chi ottenga, registri o comunichi documenti o informazioni che mettano a rischio la sicurezza o gli interessi dello stato.

 

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