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Le mani di Bannon sulla Certosa di Trisulti, il paese e le comunità solidali scendono in piazza

 

La notizia è che oggi le “Comunità solidali” marciano per opporsi  alla cessione della Certosa di Trisulti a Steve Bannon e i suoi amici del Dignitatis Humanae Institute. Decisione importantissima, ma che non risolve il problema principale: perché un movimento ricco e prorompente come quello di Steve Bannon va a impiantarsi laggiù?  Come è noto infatti il Dignitatis Humanae Institute sta per inaugurare un duplice corso accademico nel Basso Lazio, presso la storica Certosa di Trisulti, che è sita nel comune di Collepardo. Lì gli amici di Steve Bannon, come il cardinale Burke, progettano di fare politica? Politica europea? Non potevano farlo in un bel palazzo, moderno, efficiente e facilmente raggiungibile dalla stampa magari, del centro romano? No, un’antica certosa, patrimonio culturale nazionale, ma dimenticata da tutti, in un posto che neanche chi risiede nel Lazio frequenta. Fortunatamente i critici di Bannon, con il sostegno del Comune di Collepardo, oggi marciano fino a Trisulti per poi dar vita a un confronto pubblico. Ma il punto rimane: perché l’ex guru di Donald Trump intende far svolgere la parte politica di uno dei percorsi formativi proprio nella certosa di Trisulti.

L’operazione di Bannon, se riuscirà, collegherà il suo progetto politico sovranista e di estrema destra, The Movement, alla storia dei conventi che salvarono e prefigurano l’Europa, grazie al sostegno dell’estrema destra clericale del  Dignitatis Humanae Institute che si rifà al cardinale Raymond Leo Burke, alfiere di un cattolicesimo che sempre più chiaramente vede in Papa Francesco un problema per la fede. La certosa di Trisulti è un monumento nazionale, l’abbazia risale al 1204 e fu data all’ordine dei frati certosini, la chiesa abbaziale fu consacrata nel 1211, ha una biblioteca ricca di 25mila volumi, di lì passò San Benedetto durante le sue predicazioni nel centro Italia, con un portale di un allievo di Michelangelo Buonarroti come molti edifici ha subito rimaneggiamenti nel secoli negli interni in epoca barocca, ha una facciata del 1798. Dal 1947 è della Congregazione dei Cistercensi di Casamari, dal dicembre 2014 la certosa è gestita dal Polo Museale del Lazio e se i programmi non cambiano diventerà sede di un movimento politico.

L’idea dunque non è solo quella di rendere un’antica certosa  un castello della politica reazionaria, ispirata alla Alt Right americana, ma molto di più. E’ il tentativo di comprare un’antica certosa per portare in Europa una versione estremista che capovolge la storia dei cistercensi e del monachesimo europeo. Nell’anno della prima crociata, il 1098, alcuni monaci francesi pensarono a tutt’altro, capirono che il cristianesimo passava attraverso differenze etniche, storiche, linguistiche, giuridiche, sociali, e costruirono una rete di monasteri autosufficienti e interconnessi, non riservati ai soli monaci. Si creò così un fenomeno economico continentale, con il mondo esterno che si rivolgeva ai conventi per chiedere consulenza e sostegno. Nasceva l’Europa… Impossessandosi di Trisulti, Bannon e i suoi intendono prospettare anche visivamente una versione estremista della celebre “Benedict Option”, cioè dell’idea che i cristiani non possano convivere con gli altri, ma debbano separarsi da loro, creare una sorta di comunità di perfetti, loro dicono “ripartire di lì”, in realtà sembra proprio il contrario,  lanciare di lì la loro visione del mondo contro i secolaristi e ovviamente le altre religioni. I cistercensi invece rappresentano esattamente l’opposto. Ecco perché ridurre a un fatto di bei salotti isolati nelle campagne, e periferici, l’operazione avviata da Bannon e dal cardinale che maggiormente lo ammira è un gravissimo errore. Ecco perché sottovalutare il passaggio che si consuma in queste ore è grave. Il cristianesimo, al contrario di quanto ipotizza il celebrato volume “The Benedict Option”, vive in una prospettiva inversa, opposta. Lo dice chiaramente uno dei suoi documenti fondanti, la Lettera a Diogneto, che presentando i cristiani nel II secolo sottolinea che non hanno una propria lingua, non hanno loro città, non vestono in un modo particolare: parlano, mangiano, vivono e si nutrono come gli altri (barbari o greci), con gli altri. Sono nel mondo, ma non del mondo. A questo modello dovrebbero ispirarsi e richiamarsi tutti coloro che non apprezzano Bannon e i suoi progetti.

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