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Una domenica in difesa della libertà di stampa con Repubblica

 

Un momento di confronto per porre all’attenzione dell’opinione pubblica l’aggressione che l’informazione sta subendo in Italia.
Questo l’obiettivo  che si prefiggono Repubblica e il Gruppo Gedi organizzando l’incontro “Liberateci dalla stampa, la tentazione del nuovo potere globale”.
L’appuntamento è per questa mattina, alle 10,30, al teatro Brancaccio con giornalisti, scrittori, ospiti internazionali e personalità della cultura per parlare di libertà di stampa e delle tattiche dei nuovi potenti contro l’informazione.
“Nel mondo cresce l’insofferenza dei governi verso il giornalismo – ha spiegato Mauro Calabresi, direttore di Repubblica, presentando l’iniziativa – per questo è importante capire come stanno cercando di sfuggire alle domande e mettere nell’angolo chi le fa”-
In Italia, come nel resto del mondo, il giornalismo che resta indipendente e non diventa grancassa dei governi è sempre più sotto attacco, ve lo raccontiamo ogni giorno da questo sito.
Nel nostro Paese sta montando un clima sempre più ostile nei confronti di giornalisti, blogger e autori che denunciano corruzione, mafie, violazioni di diritti e che tentanto di illuminare temi, periferie e crisi dimenticate.
Quali rischi? Come difendersi? Cosa diventano i ruoli di giornalista e di lettore/cittadino nell’era dello sprezzo e della disinformazione elevati a sistema di potere? I quesiti ai quali si tenterà di dare risposte durante la giornata che si aprirà con l’intervento di Calabresi, che racconterà la tentazione del potere globale, dall’Italia agli Stati Uniti, passando per l’Ungheria e la Turchia, di “piegare i social e la tecnologia al servizio della ‘disintermediazione’ e della fascinazione, per screditare il controllo della stampa libera”.
Toccherà poi a Lucia Annunziata, direttore di HuffPost Italia, fornire una sorta di “manuale di sopravvivenza nell’era del dileggio” utile sia per i giornalisti che per i lettori .
A Marco Ansaldo, che dialogherà con il giornalista turco e attivista per la libertà di stampa Yavuz Baydar, e a Vittorio Zucconi, che in un video commenterà le sortite di Donald Trump contro gli organi di informazione, toccherà l’approfondimento sui ‘bavagli’ nel mondo mentre Ezio Mauro fornirà attraverso un’analisi le chiavi di lettura dietro gli attacchi alla stampa, da Roma a Washington dietro i quasi si nasconde un più generale attacco alla liberaldemocrazia i cui valori, come spiegherà l’ex direttore di Repubblica, sono in crisi in tutto l’Occidente.
E ancora, Roberto Saviano racconterà in un video la vita sotto minaccia di blogger e giornalisti sudamericani. Massimo Giannini e Marco Damilano ci rinfrescheranno, poi, la memoria sulle aggressioni di Berlusconi e le battaglie di Repubblica contro i bavagli progettati dai governi di centrodestra negli anni Duemila e Sebastiano Messina e Luca Bottura si concentreranno, invece,  sulla strategia del M5s di delegittimazione della stampa. L’evento si concluderà, infine, con gli interventi di Federica Angeli e Conchita Sannino, croniste che su Repubblica seguono le zone calde di Mafia Capitale e della camorra e di Michela Murgia che illustrerà in un video le parole che il potere usa per chiudere la bocca al dissenso.
A contrastare questa pericolosa deriva siamo impegnati da tempo sia noi di Articolo 21 che la Federazione nazionale della Stampa italiana, l’Usigrai, e il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, pertanto era doveroso aderire a questa iniziativa alla quale sarà presente anche una delegazione di Controcorrente e il segretario della Fnsi Raffaele Lorusso.
Oggi più che mai è necessaria la compattezza, il fronte comune della buona informazione, senza mai cadere nella trappola delle logiche di casta che non appartengono a chi intraprende la strada del giornalismo nel solco della Costituzione.
La stampa deve essere libera, autorevole, di qualità.
L’informazione è linfa vitale per la democrazia.
Dietro gli attacchi alla stampa, da Roma a  Istanbul, da Washington a Riad, si cela un più generale assalto ai valori democratici senza i quali si scadrebbe in autocrazia.
Senza corpi intermedi, che possano informare l’opinione pubblica e denunciare i tentativi di soppressione di diritti fondamentali come la libertà di espressione, la democrazia è destinata a soccombere.

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