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Giugliano, il no al femminicidio parte dalla scuola

 
Alla Rita Levi Montalcini di Giugliano questa mattina gli alunni e le alunne delle classi terze hanno voluto manifestare apertamente il loro no al femminicidio . E lo hanno fatto con un convegno tematico degno delle più importanti tavole rotonde, alla presenza del primo cittadino Antonio Poziello e dell’ assessora all’ istruzione l’avvocato Miriam Marino.
Dalla storia delle tre sorelle Mirabal, uccise il 25 novembre 1960, ai brutali ed efferati femminicidi odierni, gli allievi degli ultimi anni non hanno omesso personaggi noti della contemporaneità e del passato, vittime di violenza, come Gessica Notaro, Franca Rame e Rhianna.
Ma non solo storia, le allieve della scuola di corso campano, diretta dalla professoressa Maria Rosaria D’Angelo, hanno portato alla ribalta la voce delle donne mediorientali, degli harem fisici ed interiori di ogni donna che si autocondanna a non autodeterminarsi, ricordando (per bocca di una alunna di fede islamica) che non è Allah, non è Dio, a privare la donna di indipendenza ed autonomia ma gli estremisti, i fondamentalisti: gli uomini. La mattinata di dibattiti e relazioni si è conclusa con la emozionante drammatizzazione del monologo di Paola Cortellesi “Mi chiamo Marina e credo nell’ amore” con cui hanno voluto concludere per asserire con forza che nessuna forma di violenza è ammessa e che non bisogna mai aver paura di denunciare.

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