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Violenza nelle scuole, tra guerre, punizioni corporali e bullismo

 

 

Guerre, sparatorie, bullismo tra pari e atteggiamenti violenti degli insegnanti: nel mondo l’allarme sulla  violenza nella scuola è reale. A livello internazionale, per esempio, circa 130 milioni di studenti tra 13 e 15 anni1 su 3, sono vittime di bullismo in classe. Proprio la scuola, luogo eletto come il più importante dopo l’ambito familiare per crescita e protezione dei ragazzi, diventa spesso il posto meno sicuro e più violento.

Nelle strutture scolastiche, infatti, non di rado anche insegnanti e personale scolastico si esprimono con gesti violenti. Inoltre, nei Paesi coinvolti in situazioni politico-sociali difficili, con scontri e guerre in atto, troppo spesso le scuole diventano bersagli con i quali perpetuare le battaglie tra gruppi militari.

I circa 158 milioni di ragazzi in età scolare che vivono nei 24 Stati del mondo con conflitti in corso, non possono frequentare la scuola in modo regolare. Gli edifici adibiti alle lezioni, infatti, sono presi di mira dalle fazioni in lotta con bombardamenti e vengono spesso utilizzati dagli eserciti a scopo logistico. A volte, inoltre, gli sfollati creati dalle guerre e dalle distruzioni di villaggi e abitazioni sono costrette a rifugiarsi in strutture di fortuna, come le scuole. Che non possono più, quindi, esercitare la loro funzione educativa.

Nonostante gli attacchi alle scuole siano stati considerati dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu come una delle sei violazioni più gravi dei diritti dei bambininel 2016 si sono registrati 400 attacchi alle scuole.

Molto allarmanti sono i dati relativi alle punizioni corporali ancora in uso nelle scuole di alcuni Paesi. È la Convenzione dei diritti del Fanciullo a ribadire nell’art.28 che: “Gli Stati parti adottano ogni adeguato provvedimento per vigilare affinché la disciplina scolastica sia applicata in maniera compatibile con la dignità del fanciullo in quanto essere umano e in conformità con la presente Convenzione“.

Nonostante questa evoluzione legislativa e culturale, nel mondo circa 732 milioni di minori tra 6 e 17 anni non hanno una tutela legale adeguata contro la… Continua su vociglobali

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