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Dobbiamo restare umani di fronte ai drammi che il processo di migrazione ci pone di fronte: il messaggio è affidato anche alla musica

 

Quella del 22 luglio a Taormina è stata una serata magica di condivisione, musica e solidarietà che ha visto protagonista Fiorella Mannoia nel grande concerto-evento organizzato dal CIR – Consiglio Italiano per i Rifugiati al Teatro Antico per raccogliere fondi da destinare al programma Guardiamo Oltre le Frontiere (2018-2020). I proventi della serata costituiranno un contributo concreto per l’assistenza e la protezione ai rifugiati, soprattutto donne e bambini, che si trovano in Libia, anche nei Centri di detenzione.

Attualmente in Libia si valuta che ci siano oltre 500 mila persone bisognose di assistenza umanitaria e protezione, non solo migranti e rifugiati, che vivono in condizioni di estrema marginalità sociale, senza accesso a cure e servizi essenziali, quali medicine, cibo, acqua potabile e alloggi dignitosi. I rifugiati registrati dall’Alto Commissariato dell’Onu in Libia sono oltre 50.000: persone provenienti da paesi in guerra o caratterizzati da una sistematica violazione dei diritti umani quali Siria, Iraq, Palestina, Eritrea, Etiopia, Somalia e Sudan. La condizione all’interno dei centri di detenzione per migranti è particolarmente drammatica e suscita sempre maggiori preoccupazioni da parte di osservatori internazionali ed enti di tutela.
Rispetto dei diritti umani, creazione di corridoi umanitari, assistenza umanitaria, legale, sanitaria, contrasto alla violenza: sono gli obiettivi che il programma “Guardiamo Oltre le Frontiere” vuole raggiungere, per offrire sostegno alle persone più deboli che vivono in Libia, ma soprattutto ai rifugiati che si trovano in quel paese.
In un teatro gremito, con un parterre che ha visto la presenza di stelle internazionali come gli attori americani Richard Dreyfuss e Matthew Modine, il pubblico ha risposto con entusiasmo e partecipazione a questo inno all’accoglienza e alla convivenza pacifica, cantando i brani più celebri di Fiorella Mannoia – “Quello che le donne non dicono”, “Combattente”, “Sally”, “Come si cambia”, “Che sia benedetta” e molti altri – e applaudendo a scena aperta, stregato dalla voce e dalla musica dell’artista romana, una delle interpreti italiane più amate e da sempre impegnata nel sociale. La dedica al Cir-Rifugiati l’ha fatta, al termine del Concerto, l’attrice Monica Guerritore che ha letto i versi di una bellissima poesia di Alda Merini, La Tartaruga dedicata proprio a Lampedusa. Le parole finali sono estremamente toccanti: “Così, figli miei, una volta vi hanno buttato nell’acqua e voi vi siete aggrappati al mio guscio e io vi ho portati in salvo perché questa testuggine marina è la terra che vi salva dalla morte dell’acqua”
Nel contesto che stiamo vivendo, un passo necessario è rappresentato anche da una sensibilizzazione delle coscienze: non si possono impostare trattative internazionali sulla pelle di migranti e dei rifugiati che ancora arrivano sulle nostre coste con mezzi di fortuna o salvati in mare da organizzazioni non governative.
Verso queste persone dobbiamo anteporre lo spirito umanitario alle esigenze della politica. Devo dire con forza che non mi rassegno a un paese che chiude i porti all’arrivo delle Ong. l’Italia è un porto naturale nel Mediterraneo ed è una contraddizione clamorosa chiudere i nostri porti. Credo che se qualcuno continuerà a fare queste cose, noi dovremo dire con forza che non lo farà in nome nostro. Il nostro primo imperativo è quello di restare umani”.

Presidente del Consiglio italiano per i rifugiati

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